Che il nido sia indispensabile per i genitori che lavorano è indubbio, tuttavia va sempre tenuto conto del fatto che un bambino (o una bambina) di poco più di due anni può non essere pronto (o pronta) per andarci di buon grado, senza che questo sia segno di qualcosa che non va.
Una domanda di: Anita Sono la mamma di una bambina di 26 mesi. Premetto che la bambina parla, gioca, interagisce, segue i comandi, risponde al suo nome, imita quello che faccio, fa giochi di imitazione, sostanzialmente quello che fa una bambina. Va da poco al nido e piange molto, già da quando si sveglia, mi dice “scuola no” e poi in macchina ripete sempre “mamma tua arriva arriva” (frase che viene detta a scuola per farla calmare). Le educatrici mi dicono che la ripete sempre. Devo anche dire che la bambina in alcune situazioni già da circa 20 giorni, (esempio: le cade l’acqua dal bicchiere, cade dal monopattino, non vuole dormire) ripete sempre una frase: "niente niente non è successo niente” che fondamentalmente è una frase che le abbiamo sempre detto noi in alcune circostanze. Per me questo è motivo di preoccupazione, non saprei cosa pensare. Su internet leggo di tutto, io penso che lo faccia per autoconsolarsi. Vorrei chiedere il vostro parere. Grazie.
Giorgio Rossi
Buongiorno signora. Il nido è una struttura indispensabile socialmente per i genitori che lavorano, può favorire la socializzazione e ha altri aspetti positivi, il che non vuol dire che i bambini siano pronti ad accettarlo: la prima fase del processo di separazione individuazione, cioè il processo che conduce i bambini ad una maggior autonomia e sensazione di esistere indipendentemente dai genitori, si compie grosso modo attorno ai 3 anni. Mi sembra che questa piccina cerchi rassicurazioni e di auto consolarsi quando dice quanto lei mamma riferisce e come lei mamma giustamente ha compreso. Da neuropsichiatra infantile le dico che farei una seduta congiunta genitori-bambina, con psicoterapeuta, per capire insieme quali pensieri si possono fare. Cari saluti.
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