Bimba di 4 anni che russa

Dottor Aldo Messina A cura di Aldo Messina - Dottore specialista in Otorinolaringoiatria Pubblicato il 03/10/2018 Aggiornato il 27/03/2026

Il russare di un bambino può essere dovuto a varie cause, alcune note, come le adenoidi ingrossate, altre meno conosciute, come il reflusso laringo-faringeo.

Una domanda di: Valeria
La mia bimba di 4 anni russa forte e fa schiuma nella bocca.

Aldo Messina
Aldo Messina

Gentile mamma.
In realtà la sintomatologia così riferita è poco specifica.
Un bambino che russa fa subito pensare ad una patologia delle adenoidi e/o tonsille, quadri noti anche ai meno competenti e che, nelle forme più conclamate, sono inseriti nel contesto dell’ OSAS (Sindrome da apnea ostruttiva del sonno).
La “schiuma alla bocca” però ci induce a tenere in considerazione altre malattie meno conosciute a chi non è medico, come per esempio la malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE). Pertanto, per informare i lettori anche su questo argomento, ritengo utile soffermarmi su quest’ultima condizione patologica.
Il reflusso gastroesofageo (RGE) non rappresenta di per sé una malattia ma un quadro, determinato, nei bambini, come negli adulti, dal passaggio delle sostanze acide dello stomaco nella zona dell’esofago( Reflusso gastroesofageo non erosivo in inglese non erosive refluxe disease o NERD).
Si potrà utilizzare invece il termine di Malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE) solo se la condizione prima descritta determina l’insorgenza di sintomi come dolore locale, tosse, infiammazione dell’esofago e,più raramente, polmoniti da aspirazione (ab ingestis). La MRGE talvolta può essere indipendente dal meccanismo sopra descritto e rappresentare una conseguenza diretta di difetti anatomici, malattie neurologiche, disturbi metabolici, allergie alimentari, infezioni e cause iatrogene, cioè relative a cure con medicine.
Russare ed emettere schiuma dalla bocca può dipendere dal fatto che quando sostanze tipiche del RGE raggiungono le alte vie aeree (soprattutto faringe e laringe), si determina l’insorgenza di un altro quadro patologico: il reflusso faringo laringeo(RFL). Probabilmente la presenza dell’acidità proveniente dallo stomaco in faringe e laringe attiva una sostanza normalmente “silente” in quella zona: la pepsina. La malattia a, questo punto, può “andare avanti da sola”, senza necessariamente accompagnarsi ai sintomi della MRGE.
Le due patologie, MRGE e RFL, si presentano con una diversa sintomatologia. Diciamo subito che il sintomo bruciore o acidità di stomaco manca nel 70% dei casi dei RFL. Osserveremo in questa condizione anche altri sintomi che non sono presenti nella MRGE come la tosse secca, la sensazione di corpo estraneo in gola, eccesso di muco in gola ed il cambiamento della tonalità della voce. Inoltre, sempre nei soggetti con RFL, non sarà difficile osservare una maggiore frequenza di otiti, riniti e sinusiti.
E’ interessante far notare che nelle alte vie aeree la laringe rappresenta un ostacolo alla discesa, per gravità, delle sostanze infiammatorie alla base del Reflusso faringo laringeo. Pertanto nella MRGE i sintomi sono prevalenti quando il paziente si corica e, viceversa nel RFL, a causa del blocco alla discesa causato dallo sfintere laringeo, questi si manifesteranno quando ci si mette in piedi.
In entrambi i casi la patologia è più frequente se è presente obesità.
Il pediatra( meglio se esperto in gastroenterologia) e l’otorinolaringoiatra saranno certamente in grado di dirimere questi dubbi diagnostici, magari supportati da indagini specialistiche quali prioritariamente la polisonnografia. Possibile anche sottoporsi al Pep-test (da non confondere con il più noto pap-test) che rivela la variazione di acidità dell’esofago.
In molti casi di patologia ad insorgenza in epoca pediatrica, la dieta, l’attività fisica e, se necessario, il dimagrimento, rappresentano il principale approccio terapeutico.
Utile consigliare la riduzione nell’assunzione di cibi grassi, bevande gassate, cacao e derivati e non far coricare il bambino a stomaco pieno. Nella fase terapeutica ci si può avvalere dell’ausilio del logopedista che imposterà degli esercizi volti a promuovere una corretta respirazione diaframmatica. La terapia farmacologica si basa sulla somministrazione di farmaci a base di sodio alginato e degli inibitori di pompa protonica (IPP). Questi ultimi presentano una elevata percentuale di insuccesso in quei casi di RFL che sono indipendenti dalla secrezione acida. Con cordialità.

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