Se la cefalea non si associa a particolari sintomi, come per esempio vomito e arresto della crescita, non desta peoccupazione.
Una domanda di: Valentina Ho una bimba di 4 anni e mezzo che occasionalmente soffre di mal di testa. Quando capita chiede di restare sdraiata perché dice che da sdraiata le fa meno male. Capita solitamente quando ha la febbre, quando è stanca, ma talvolta anche senza apparente motivo. Poi passa spontaneamente senza antidolorifici (salvo in caso di febbre dove diamo antipiretico). Mi chiedevo: è normale che una bambina così piccola soffra di mal di testa? Ha iniziato a soffrirne dai 4 anni, anche se è una cosa sporadica. Io ho sempre sofferto di mal di testa fin da bambina, ma mai prima dei 7/8 anni minimo. Ho letto che le cefalee insorte prima dei 5 anni sono quelle più a rischio di essere cefalee secondarie e la cosa mi preoccupa. Se può essere utile ha già fatto visita oculistica di “sceeening” (ma non per la cefalea, ma solo perché la mia pediatra la consiglia a tutti verso i 3-4anni) e andava tutto bene. Grazie molte.
Giorgio Longo
Cara signora, è vero che la cefalea è un sintomo infrequente nei bambini più piccoli, ma già a partire dai 4 anni non è eccezionale. La familiarità emicranica può certamente avere il suo ruolo. Altre caratteristiche di venialità nel suo caso sono che la cefalea il più delle volte accompagna la febbre o quando la bambina è troppo stanca, come pure il fatto di recedere spontaneamente.
Segni di preoccupazione non ne vedo nessuno: il dolore che si fa continuo; che produce risvegli notturni; associato a vomiti anche fuori delle crisi; arresto della crescita.
Mi sembra proprio che possa stare tranquilla.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
A volte i ragazzi non trovano l'energia mentale necessaria per studiare e quindi non studiano perché non sanno da dove iniziare: intervenire su questo fronte potrebbe essere risolutivo. »
Il tipo di vita che gli adolescenti sono costretti a condurre a causa della pandemia può essere fonte di una tensione emotiva tale da trasformarsi in un possibile fattore responsabile (o corresponsabile) della comparsa di cefalea. »
Non si deve avere fretta di ricorrere a cure farmacologiche ogni volta che le tonsille si arrossano, soprattutto se il bambino ha da poco affrontato una terapia con antibiotico. »
Ci sono alcuni consigli da seguire per aiutare un bambino a rinunciare al pannolino. Tra questi, il più importante è forse quello di favorire la formazione di feci morbide e, quindi, facili da espellere. »
Oltre a somministrare un farmaco contro la malattia da reflusso (che deve necessariamente essere prescritto dal pediatra), per limitare il fenomeno è opportuno seguire alcuni accorgimenti, tra cui cercare di rallentare il tempo della poppata. »
A volte è necessario che trascorra più tempo affinché ogni più piccola anomalia si risolva. Quello che conta è comunque che il feto sia vitale e cresca a un ritmo regolare. »
Non c'è alcun rischio né per la futura mamma né per il feto se la "piaghetta" (ectropion) sanguina, eventualità frequente proprio durante la gravidanza. »