Bimba di 5 anni che non vuole dormire con la mamma (ma solo con papà o nonna)

Dottoressa Angela Raimo A cura di Angela Raimo - Dottoressa specialista in Psichiatria Pubblicato il 15/09/2023 Aggiornato il 15/09/2023

Prima ancora di analizzare le ragioni per le quali una bambina durante la notte vuole accanto figure accudenti diverse dalla mamma, bisogna riflettere sul fatto che a 5 anni dovrebbe già dormire nella propria stanza, nel proprio lettino.

Una domanda di: Diana
Sono la mamma di una bimba di 5 anni. Sono affetta da sclerosi multipla, quindi da quando è nata la bimba, in tutto ero sempre aiutata dalla suocera e mio marito. Ho il tremore intenzionale alla mano destra e questo mi ha privato di poter fare molte cose alla bimba – fare bagnetto, fare le trecce, tagliare le unghie. Sono in tutto aiutata dalla mia santa suocera, la quale porta e riporta il pomeriggio la bimba dalla scuola, perché sto peggiorando e mi rimane oramai difficile camminare. Mio marito anche mi aiuta con la bimba ma molto raramente in queste situazioni delicate, per esempio il bagnetto perché lo fa la nonna. In tutto questo io sono sempre presente perché non lavoro più. Leggo la sera i libri alla bambina, sto sempre con lei e lei anche dimostra il suo amore per me – mi fa i disegni suoi, dice che mi vuole tanto bene ma nonostante ciò da quando ha 2 anni la notte non mi vuole, vuole dormire solo con papà. È successo un paio di volte che siamo rimaste solo noi due la notte a dormire e la bimba la notte si sveglia piangendo perché vuole papà. Fino a un anno e mezzo dormiva solo con me… ero molto preoccupata per complesso di Elettra ma mi ha fatto pensare molto il fatto che quando ogni tanto dormiamo solo noi due in casa della nonna, la bambina vuole dormire solo con la nonna e non con me. Capisco che la bimba trova in loro la sicurezza che non ha in me forse perché dalla nascita vede la mamma fragile, sempre bisognosa di aiuto ma non so come reagire quando la figlia mi rifiuta. Rimango malissimo e piango (ovviamente nascosto dalla figlia). Chiedo aiuto e spiegazione perché tutto è così? Grazie mille.

Angela Raimo
Angela Raimo

Cara Diana, prima di tutto mi chiedo come mai questa bambina dorma ancora con un adulto, papà o nonna che sia. A 5 anni dovrebbe già dormire nella propria stanza, nel proprio letto in modo spontaneo e sereno, quindi senza ansia, senza paura. Non mi focalizzerei dunque più di tanto sulla figura con cui vuole dormine (papà o nonna) o non vuole dormire (la mamma) quanto piuttosto sul fatto che sua figlia dovrebbe già aver raggiunto un’autonomia che in realtà invece non ha acquisito e su questo aspetto sarebbe opportuno riflettere. Posto questo come punto fermo da analizzare, lei per prima ha compreso la ragione per la quale sua figlia non vuole dormire con lei (ma questo non c’entra assolutamente con l’affetto che nutre): la sente fragile, come di fatto lei è, quindi di notte ha bisogno di avere accanto una figura che le dia sicurezza, che lei senta (non a torto) come accudente in caso di necessità. Credo che lei debba sforzarsi di non rimanere male per questa preferenza notturna dimostrata dalla bambina e che soprattutto non debba fare nulla per forzare la mano allo scopo di convincerla a dormire con lei (anche perché è ormai ora che dorma da sola). Occorre portare rispetto per i propri figli, anche se sono piccoli, e il rispetto è anche questo: accettare che scelgano altro rispetto a quello si vorrebbe scegliessero. Voglio comunque precisare che quello che sua figlia fa di sera, dimostrando di volere dormire col padre o con la nonna, non va interpretato come un rifiuto nei suoi confronti, non esprime disamore per lei, ma è solo conseguenza di un bisogno di sentirsi meglio protetta durante la notte. Vede? Se la bambina già dormisse nella sua cameretta e nel suo lettino (come a 5 anni dovrebbe essere) il suo problema sarebbe già superato, perché potrebbe essere lei mamma, magari insieme alla nonna e/o al papà, ad attuare i rassicuranti rituali della buona notte (lettura di una fiaba, accensione di una lucina, carillon, bacino e così via). Cordialmente.

Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.

Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto

Le domande della settimana

Inizio gravidanza e raggi X

03/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Marcello Orsi

Nelle primissime fasi della gravidanza, vige la legge del "tutto o nulla" vige anche in radiobiologia.   »

Antibiotico: può causare orticaria a un bimbo di tre anni e mezzo?

02/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

Spetta all'allergologo stabilire se la comparsa di un'orticaria dipenda da un'infezione dovuta a un agente infettivo oppure sia una reazione all'antibiotico.   »

Perdite rosa in 7^ settimana: sono da impianto?

02/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Le perdite da impianto si manifestano (quando succede) prima della settima settimana di gravidanza.   »

Le mestruazioni non arrivano, ma il test di gravidanza è negativo: perché?

26/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Le ragioni per le quali ci si può trovare in presenza di amenorrea sono numerose: solo un controllo ginecologico permette di capire perché le mestruazioni non arrivano, una volta esclusa la gravidanza.   »

Immune alla toxoplasmosi: si deve comunque ripetere l’esame tutti i mesi?

26/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Una volta appurato che le IgG, cioè gli anticorpi "memoria", sono maggiori di 2 non c'è alcun bisogno di ripetere il toxo-test ogni mese perché il risultato indica un'immunità permanente nei confronti dell'infezione.   »

Ragazzina con tosse secca e stizzosa che non passa

15/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

Se le terapie effettuate contro la tosse non portano risultati e se gli accertamenti effettuati per capire le cause della tosse non hanno fatto emergere nulla, occorre pensare che il sintomo abbia un'origine psicosomatica, eventualità non certo rara in adolescenza.   »

Fai la tua domanda agli specialisti