Fino ai 6 mesi è molto probabile che i risvegli notturni si verifichino per fame. Un bambino che subito dopo essere stato allattato si riaddormenta, evidentemente aveva proprio bisogno della poppata.
Una domanda di: Francesco Mia figlia di 5 mesi ogni tre ore, di notte, si sveglia e vuole il latte. Proviamo a farla riaddormentare ma finché non beve non smette. Non ha un sonno pieno.
Abbiamo creato una routine serale, con luci soffuse, bagnetto, latte e poi nanna, ma non cambia nulla. Cosa potreste consigliarci? Grazie.
Francesco Peverini
Caro papà,
quello descritto è un quadro comune e fisiologico per una bambina di cinque mesi. Alcune considerazioni:
• Fino ai 6 mesi è molto probabile che i risvegli avvengano per fame. Se la vostra bimba si riaddormenta subito dopo, è probabile che avesse davvero bisogno di latte.
• Assicurarsi che la bambina assuma abbastanza calorie durante il giorno e faccia una poppata abbondante prima di andare a dormire, sarà una prova che al momento, probabilmente, ha bisogno di latte.
• Distrazioni diurne: a questa età i bambini sono curiosi e se di giorno mangiano poco perché si guardano sempre intorno, è fisiologico che reclamino il latte di notte, per recuperare calorie.
C’è poi da ricordare che in questa fase, molti bambini attraversano quella che chiamiamo "regressione del sonno". Non si tratta di un peggioramento dei meccanismi che regolano il sonno, ma di un segnale di maturazione: il cervello sta riorganizzando le fasi del sonno che nel tempo somiglieranno sempre più a quelle degli adulti e la bambina potrebbe avere risvegli più frequenti mentre impara a gestire queste nuove transizioni. Il fatto che si possa addormentarsi subito dopo aver avuto il latte potrebbe rappresentare un segnale che ha solo bisogno di un “ponte rassicurante” (il latte) per tornare ancora nel suo sonno profondo.
Alcuni suggerimenti:
• Valutare l'apporto di calorie e acqua durante il giorno
• La routine è una forte alleata
• Flessibilità e pazienza. A 5 mesi il latte è ancora il principale regolatore emotivo e fisico. Con l'inizio dello svezzamento e il consolidamento di nuovi ritmi biologici, le poppate notturne tenderanno a diradarsi naturalmente. Detto tutto questo, vi consiglio comunque di confrontarvi anche con il vostro pediatra. Con cordialità.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
Una circonferenza cranica al 10° percentile circa è da considerarsi nella norma. Se il confronto tra le misure già eseguite con quelle effettuate successivamente non evidenzia un allontanamento dal suddetto percentile, si può escludere la presenza di un problema. »
Posto che l'integrazione di vitamina D è consigliata nei primi 12 mesi di vita, se il bambino è stato esposto alla luce solare potrebbe non essere carente della sostanza. In gni caso, la somministrazione può essere iniziata anche a cinque mesi. »
In caso di dermatite atopica grave in una bambina molto piccola è più che opportuno rivolgersi a un centro di dermatologia e allergologia pediatrica. »
Fino ai 6 mesi è molto probabile che i risvegli notturni si verifichino per fame. Un bambino che subito dopo essere stato allattato si riaddormenta, evidentemente aveva proprio bisogno della poppata. »
Le perdite ematiche all'inizio della gravidanza hanno più possibili spiegazioni e solo nel tempo si chiarisce la loro natura precisa. A volte si tratta di una lieve minaccia di aborto, che poi rientra senza conseguenze. »
L'Eutirox non solo non può avere come effetto indesiderato l'amenorrea, ma anzi la sua azione è diretta anche a risolvere eventuali irregolarità mestruali. »
In una donna giovane con nessun precedente trombotico, la cardioaspirina è più che sufficiente per affrontare i primi mesi di gravidanza al riparo dal rischio di trombi. »
Le nostre linee guida in caso di faringite da streptococco consigliano di somministrare l'antibiotico per sei giorni, quindi sospenderlo qualche giorno prima dei 10 giorni suggeriti non espone a particolari rischi di ricadute. »