Bimba di due anni che al nido non mangia nulla
A cura di Luisa Vaselli - Dottoressa specialista in Psicologia
Pubblicato il 13/09/2021
Aggiornato il 01/04/2026 Può capitare che un bambino si rifiuti di mangiare al nido. Ma è solo questione di tempo: a mano a mano che impara ad accettare di buon grado il distacco, perché comprende che la mamma torna sempre, tutto si risolve.
Una domanda di: Claudia
La mia bimba di 2 anni ha iniziato da 3 settimane l’asilo nido. Continua a rifiutare il cibo e spesso piange e non vuol giocare.
Specifico che viviamo all’estero, e tra covid e famiglia lontana, la bimba è sempre stata con noi.
Cosa posso fare? A breve iniziera l’orario pieno e vorrei lasciarla più serena.
Grazie mille.

Luisa Vaselli
Gentile signora,
la serenità della bambina dipende molto da come anche lei vive questo distacco. Il cibo a quest’età non è solo nutrimento in senso stretto ma è anche relazione, conforto, condivisione, è una sorta di filo rouge che lega la mamma al bambino. Probabilmente la sua piccola esprime, respingendolo, il suo (temporaneo e transitorio) scontento nei confronti del nido. Lei non scrive se una volta uscita dal nido, sua figlia chiede immediatamente del cibo oppure se è lei a proporle subito di mangiare qualcosa visto che a scuola non ha voluto farlo. Quest’ultima eventualità sarebbe sconsigliabile perché potrebbe suggerire alla bambina di aspettare la mamma per nutrirsi e, quindi, di rimanere ferma nella sua posizione di rifiuto. Credo comunque che con il passare dei giorni, anche attraverso la provvidenziale dinamica dell’emulazione, la sua bambina comincerà ad accettare i piatti della scuola e, piano piano, anche a trovarli di proprio gradimento. L’importante è non forzarla, non rimproverarla, non dare troppa importanza al suo saltare i pasti al nido, non cercare stratagemi, non ricorrere a particolari lusinghe perché il rischio insito nell’affannarsi per far mangiare un bambino quando non vuole è di sortire l’effetto opposto a quello sperato. E’ una questione di tempo, le dia tempo, ha bisogno di tempo per abituarsi a mangiare con gli altri, per accettare al momento del pasto di non essere al centro dell’attenzione di una figura adulta e, soprattutto, per comprendere profondamente che la mamma torna sempre, che sempre dopo il nido arriva e si va a casa. Vedrà, andrà tutto bene. Mi tenga informata, se lo desidera. Cari saluti.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto
Sullo stesso argomento
05/06/2023
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Luisa Vaselli Le ragioni per le quali un bambino (una bambina) a un certo punto può cominciare ad andare al nido malvolentieri sono numerose e tra queste ci sono gli eventuali cambiamenti avvenuti nella sua vita. »
06/04/2023
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Angela Raimo Durante la permanenza al nido il bambino si adatta all'assenza della mamma e si adegua all'alimentazione che gli viene proposta, quindi tende a non cercare il seno che, naturalmente, può essere offerto al rientro a casa. »
14/02/2023
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Luisa Vaselli Una volta che si è sicuri che le maestre vigilano attentamente sull'incolumità dei piccoli, per proteggerli da un coetaneo disturbatore, è consigliabile lasciare che il proprio bambino trovi il modo per affrontare da solo la situazione difficile. »
22/08/2022
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Angela Raimo Se si è presa la decisione di smettere di allattare probabilmente è meglio farlo non durante l'inserimento al nido, ma prima. »
22/11/2021
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Luisa Vaselli A volte genitori ed educatrici si stupiscono di comportamenti, come per esempio faticare ad adattarsi alla vita di comunità, che sono invece assolutamente nella norma. »
Le domande della settimana
06/05/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Elisa Valmori La paroxetina va senza dubbio assunta in gravidanza, se ve ne è indicazione, visto che aiuta a controllare il disturbo dell'umore da cui è interessata la futura mamma senza causare danni al feto. »
05/05/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Claudio Ivan Brambilla In età matura, le probabilità di concepire per ciclo mestruale sono piuttosto basse, quindi non stupisce che dopo appena due mesi di tentativi la gravidanza non sia ancora iniziata. E questo vale anche in caso di riserva ovarica ancora soddisfacente. »
05/05/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Claudio Castagna Poiché gli spermatozoi X sono più lenti, è possibile (!) che un rapporto sessuale affrontato uno-due giorni prima dell'ovulazione porti al concepimento di una femminuccia. Ma di questo non vi è alcuna certezza. »
04/05/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Antonella Di Stefano La megavescica individuata nel feto è un segno ecografico prenatale che può sottendere un ampio spettro di cause e di conseguenze. La situazione va dunque tenuta monitorata tramite controlli ecografici seriati. »
04/05/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Professor Augusto Enrico Semprini Ci sono dei casi in cui piccole dosi di aspirina possono favorire il buon proseguimento di una gravidanza: se il ginecologo curante la prescrive è più che opportuno dargli ascolto. »
28/04/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Gaetano Perrini In caso di mancata assunzione del contraccettivo orale per più di 12 ore dall'ora consueta, è opportuno saltare l'intervallo tra una confezione e l'altra, dopo aver comunque assunto, anche se in ritardo, la pillola dimenticata. »
Fai la tua domanda agli specialisti