Ripetute infezioni virali sono lo scotto che i bambini devono pagare quando iniziano a frequentare il nido o la scuola materna. Ma queste malattie non devono preoccupare, ma essere giudicate, oltre che accadimenti normali, anche un allenamento utile allo sviluppo di difese immunitarie efficienti.
Una domanda di: Alberto Ho una bambina che ha due anni. Prima di andare all’asilo non ha mai avuto praticamente nulla, solo una febbrina passata in un giorno e basta. Non
abbiamo mai avuto necessità di darle farmaci, eccetto la Tachipirina quando le spuntavano i denti o dopo i vaccini.
A metà settembre ha iniziato l’asilo nido ed è più a casa che a scuola. Dopo un paio di settimane di asilo ha fatto raffreddore forte, febbre bassa
e otite curata con antibiotico. Rientrata all’asilo si è presa quasi subito la gastroenterite (per fortuna non è stata molto male). Ora, dopo aver fatto
pochi giorni di asilo, ha febbre sopra i 38, congiuntivite con secrezioni, tosse, raffreddore e abbassamento della voce. Domani la porteremo dal
pediatra e vedremo che dice.
In pratica in un mese e mezzo è la terza volta che si ammala. Il dubbio mi sorge spontaneo: è normale?
Grazie.
Giorgio Longo
Gentile papà,
aspettiamo cosa dice e consiglia il suo pediatra, ma credo proprio che, anche in questo ultimo episodio, si tratti di una infezione virale. L’insieme dei sintomi respiratori con l’interessamento anche della congiuntiva fa ipotizzare si tratti di un Adenovirus. Uno dei tanti virus che si alterneranno per far ammalare la bambina in questi “terribili” anni di inizio della socializzazione. Consideri che la frequenza media attesa è di circa 7-8 episodi infettivi per anno scolastico. Oltre a questo, i primi mesi, fino a dicembre, sono sempre i peggiori. Quindi nessuna preoccupazione, è tutto come previsto e non abbia timore, la sua bambina è sana e forte (il solo non avere contratto nulla, o circa nulla, nei primi due anni di vita, ne è una dimostrazione). Tutto questo anche per dirle di non cercare soluzioni improbabili (farmaci di prevenzione o ricostituenti) o, peggio, cadere nella tentazione di non mandarla più all’asilo. Non va mai dimenticato infatti che nell’età prescolare la socializzazione è un passaggio di vita e di maturazione essenziale per i bambini, non solo per quel che riguarda il loro equilibrio psico-comportamentale, ma anche per garantirsi un adeguato bagaglio di difese immunitarie che poi servirà loro per tutta la vita. Cari saluti.
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