A due anni il latte va offerto in tazza e non nel biberon, per permettere al bambino di inghiottirlo lentamente. Questo può evitare che dopo essere stato bevuto venga vomitato.
Una domanda di: Francesca Mia figlia ha 2 anni e capita a volte (nell’ultima settimana due) di vomitare una volta dopo aver bevuto il latte (le do latte fresco della centrale intero, leggermente tiepido nel biberon). Il latte è proprio lei che me lo richiede, quindi lo beve volentieri, soprattutto a volte me lo chiede se fa qualche risveglio durante la notte. Fino ad oggi era capitato, solo a volte che lo vomitasse se era parecchio raffeddata e probabilmente a causa del catarro, ma questa volta non è raffreddata, a cosa può essere dovuto? Consigli? Grazie.
Leo Venturelli
Gentile signora, il latte a due anni è meglio che sia somministrato in tazza (e non con il biberon) con cereali, non caldo. Il bambino dovrebbe inghiottirlo lentamente a cucchiaiate o a sorsi. Così si evida il gonfiore del bolo di liquido che arriva massivamente e velocemente nello stomaco. Credo che sia questo il motivo del vomito e quindi la risoluzione può essere quella di usare una scodella. Se poi anche così il latte viene vomitato, si deve consultare il pediatra per eventuali intolleranze (al lattosio). Cordialmente.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
L'allergia al latte è la risposta avversa alle proteine in esso contenute ec caratterizzata dalla formazione di anticorpi IgE e, di conseguenza, dal rilascio di istamina. L'intolleranza al latte dipende dalla mancanza (o dal deficit d'azione) dell'enzima che digerisce il lattosio, lo zucchero del latte.... »
Sull’intolleranza al lattosio vi è molta confusione. Questo sia perché ci sono diversi tipi di intolleranza al lattosio, sia in quanto ogni singolo soggetto ha caratteristiche cliniche molto eterogenee, sia per intensità che per gravità e non tutte riportabili alla sola e semplicistica “intolleranza... »
Ci sono anomalie genetiche lievi, che non causano una vera e propria intollenza al lattosio, ma semplicemente la favoriscono, ovviamente per tutta la vita. »
Un problema di intolleranza al latte a otto mesi non esiste e, in ogni caso, anche se ci fosse non imporrebbe di escludere dall'alimentazione del bambino la carne bovina. »
Non si deve avere fretta di ricorrere a cure farmacologiche ogni volta che le tonsille si arrossano, soprattutto se il bambino ha da poco affrontato una terapia con antibiotico. »
Ci sono alcuni consigli da seguire per aiutare un bambino a rinunciare al pannolino. Tra questi, il più importante è forse quello di favorire la formazione di feci morbide e, quindi, facili da espellere. »
Oltre a somministrare un farmaco contro la malattia da reflusso (che deve necessariamente essere prescritto dal pediatra), per limitare il fenomeno è opportuno seguire alcuni accorgimenti, tra cui cercare di rallentare il tempo della poppata. »
A volte è necessario che trascorra più tempo affinché ogni più piccola anomalia si risolva. Quello che conta è comunque che il feto sia vitale e cresca a un ritmo regolare. »
Non c'è alcun rischio né per la futura mamma né per il feto se la "piaghetta" (ectropion) sanguina, eventualità frequente proprio durante la gravidanza. »