Buon senso, affetto, gradualità: ecco cosa occorre per permettere a un bambino di adattarsi bene a nuove abitudini di vita.
Una domanda di: Elisabetta Abbiamo una bambina di nove mesi, mio marito è stato via
dei mesi per lavoro e adesso stiamo cercando di far riabituare la bambina al
papà in modo che non percepisca la mia assenza durante le ore che lavoro .
La cosa procede con alti e bassi, come devo fare per far sì che la cosa
avvenga gradualmente e non sbagliare il percorso ?
Questo cambiamento può ripercuotersi nei vari riposini? O sul fatto che da
due notti mettondola nel suo letto si sveglia pingendo dopo poco ?
Grazie mille.
Angela Raimo
Cara mamma,
lei si sta complicando la vita e mi domando perché. Non ci sono ricette né tanto meno formule magiche per ogni circostanza, in particolare per quelle in cui basta che prevalgano il buon senso e l’affetto per il bambino. Non c’è alcuna ragione per pensare che qualunque situazione nuova, qualunque cambiamento possano dare origine a un trauma: i bambini non sono così fragili come si pensa, è l’insicurezza dei genitori il vero problema, è la loro paura dei cambiamenti a rendere tutto più difficile. Il comportamento di un bambino non può essere sempre uguale, settimana dopo settimana, mese dopo mese: se anche sua figlia inizia a svegliarsi di notte o se mai dovesse ribellarsi qualche volta al sonnellino pomeridiano occorre accettarlo come una evenienza del tutto normale, che non richiede di certo l’intervento e il parere di un esperto. Lei parla di gradualità rispetto alla necessità di affidarla al papà visto che rientrerà al lavoro: va benissimo, si tratta semplicemente di non lasciare la bambina in mani diverse dalle solite da un momento all’altro per tutto il giorno, ma di abituarla un po’ alla volta, come si fa in occasione dell’inserimento al nido. Cara mamma, l’unico consiglio che le posso dare è di affidarsi più al cuore e meno alla razionalità, tenendo conto che i bambini possono essere destabilizzati da genitori ansiosi o che nutrono eccessive aspettative o che, in maniera più o meno consapevole, desiderano soprattutto che l’arrivo di un figlio non imponga troppe rinunce e troppe trasformazioni nel loro quotidiano. Con cordialità.
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