Una domanda di: Alberto
Salve e grazie per il servizio.
Non scrivo a nome mio, ma a nome di una nonna amica di famiglia che non ha internet né e-mail.
Il problema è questo: bambina di 2 anni e 10 mesi dice meno di 30/40 parole e non costruisce frasi. Capisce ciò che le si dice, sorride, è estremamente vivace, mangia da sola, non usa più il pannolino, guarda negli occhi. Tuttavia fin da piccolissima ha avuto seri problemi con il sonno, per un periodo si svegliava piangendo disperatamente e tremando forte, per questo è stata sottoposta a visita specialistica quando aveva circa 6 mesi che ha evidenziato una forte sensibilità.
È effettivamente ipersensibile un po' in un tutto: le basta saltare un sonnellino per diventare difficile da gestire, quando è stanca o nervosa irrigidisce tutto il corpo per un semplice cambio di abito (ma non lo fa sempre), quando c'è la musica ed è particolarmente eccitata gira in tondo, scuote la testa e a volte gira in tondo da seduta inclinando la testa di lato, tuttavia non lo fa per lunghi periodi e la cosa dura per alcuni minuti e basta e poi finisce lì.
Non ha fatto l'asilo nido ma a settembre ha iniziato la scuola dell'infanzia. L'inserimento è stato molto difficile: la bambina crollava dal sonno alle 11 del mattino, arrivava a casa completamente sfinita, solo a sentire nominare l'asilo piangeva fino a farsi mancare il fiato e tremava tutta, al parco aveva terrore dei bambini, di notte si svegliava ogni ora con pianti inconsolabili. Per questo motivo è stato fatto un colloquio con le maestre e la bambina era presente ed ha tremato per tutto il tempo, tuttavia poi si è sbloccata e ora va all'asilo volentieri, non provando più paura verso i bambini. Le maestre al momento dicono che va tutto bene.
Dopo quasi due mesi dall'inizio dell'asilo ha imparato qualche parolina nuova, ma niente frasi. Tuttavia ha iniziato a ripetere le lettere dell'alfabeto se l'adulto gliele dice (cioè un adulto dice A e lei ripete A, dice B e ripete B e così fino alla Z), ma ovviamente è una ripetizione meccanica e non sono delle parole per interagire. Tuttavia ancora non fa frasi e il numero di parole rimane molto esiguo (appunto al di sotto delle 30/40 parole).
Fa gioco simbolico e risponde sì o no alle domande. Come valutate questa situazione nel suo complesso? È sufficiente una valutazione logopedica o sarebbe preferibile una visita da un neuropsichiatra infantile? Cosa può esserci sotto? Grazie.

Angela Raimo
Gentile lettore,
innanzi tutto mi permetto di dirle che trovo singolare che sia una nonna a incaricare un amico di famiglia a chiedere informazioni su una questione tanto delicata come lo è interrogare uno specialista sull'opportunità di far visitare una bambina da un neuropsichiatra infantile. Mi viene il dubbio che i genitori di questa bambina non intravedano alcuna anomalia nel comportamento della figlia, come è probabile sia, mentre ad avere perplessità sia solo la nonna. In ogni caso, stiamo parlando di una bambina molto piccola che ha già superato due tappe molto importanti: non usa più il pannolino e ora va all'asilo volentieri. Purtroppo viviamo in un momento storico in cui si pretende che già a 2 anni e 10 mesi i bambini siano perfetti, allineati, con un linguaggio articolato e forbito, autonomi e senza alcun tipo di paura. Che non abbiano né abbiano mai avuto difficoltà a dormire e che all'asilo siano andati felici e contenti fin dal primo minuto. Il problema è di noi adulti, che nutriamo tutte queste aspettative compiendo veri e propri furti di infanzia, non dei bambini che appunto fanno i bambini con le loro fragilità e inciampi e intemperanze propri dell'età infantile. Lei dice che questa bambina fa già il gioco simbolico: ma cosa intendente dire con questo? Vuol dire che gioca già a "fare finta di" o "fare finta che"? Perché il gioco simbolico è questo: il bambino usa la fantasia per rappresentare una realtà che non ha davanti agli occhi. Se davvero questa bambina fa questo significa che ha già raggiunto un buon grado di sviluppo cognitivo e anche una buona competenza emotiva! Benissimo dunque sotto questo profilo. Inoltre, come mai se le educatrici della scuola materna non hanno sollevato alcuna questione e hanno affermato che va tutto bene questa nonna si tormenta e ne parla con altri? Ho poi un'altra domanda: per quale ragione chiedete a questa bimba di ripetere l'alfabeto, che viene proposto molto più avanti, in genere il primo anno della primaria o durante l'ultimo anno della scuola d'infanzia? A mio parere non c'è assolutamente nulla che non va in questa bambina, quindi sempre a mio avviso sarebbe meglio aspettare ancora alcuni mesi prima di decidere di sottoporla a una visita neuropsichiatra: se poi dopo i tre anni il linguaggio non dovesse ancora essersi sviluppato i genitori potranno pensarci per poi chiedere anche il parere del pediatra di famiglia. Il mio consiglio per i prossimi giorni e mesi è di rivolgersi a questa bambina con un linguaggio chiaro e semplice ma soprattutto di ascoltarla, senza farla sentire pressata o sopraffatta dalle aspettative o dall'ansia che "non sia abbastanza" "non dica abbastanza", insomma non sia all'altezza dei suoi non ancora tre anni. Non chiedetele di ripetere nulla, lasciate libera di esprimersi come vuole e ogni giorno leggetele una fiaba o una storiella che la possa distrarre o divertire. Permetterle di avere la sua età sarà di grande aiuto per la sua crescita. Cari saluti.
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