Nei sei-sette giorni che precedono l'arrivo del flusso mestruale, un modesto rialzo febbrile, non associato ad altri sintomi, non è significativo dal punto di vista medico.
Una domanda di: Chiara Buongiorno professore, mia figlia ha 10 anni 8 mesi ed ha avuto il primo menarca esattamente l’anno scorso. Da questa primavera con quasi cadenza mensile le viene una lieve febbre che dura circa 1 settimana, partendo dai 37 la mattina finendo a circa 38 la sera. Non ha altri sintomi come raffreddore tosse e così via, solo debolezza. Come dovremmo comportarci?
Gianni Bona
Gentile signora, prima di tutto vorrei specificare che menarca significa “prima mestruazione” quindi non c’è un primo menarca, ma un unico menarca che esprime il completamento della maturazione delle ovaie. Allo stesso tempo, segna il momento in cui la pubertà, intesa come lasso di tempo che va dalla comparsa dei primi segnali di sviluppo (crescita dei peli pubici e del bottone mammario) fino appunto alla prima mestruazione, si conclude. Ora la sua bambina si trova, dunque, in quella che potremo definire “post pubertà”. Per quanto riguarda la febbricola, stia tranquilla: di sicuro è un sintomo della sindrome premestruale, cioè è conseguenza delle fluttuazioni ormonali (in particolare dell’aumento dei livelli di progesterone) che caratterizzano i sei-sette giorni che precedono l’arrivo del flusso mestruale. Un rialzo della temperatura che, di sera, non supera i 38° C non è significativo e non richiede indagini. Questo vale soprattutto perché non è associato ad alcun sintomo particolare, se si esclude la debolezza che comunque può anch’essa essere dovuta al periodo premestruale. Se la bambina dovesse essere disturbata dalla febbricola, può farle assumere (ma solo occasionalmente) un antiinfiammatorio, per esempio l’ibuprofene. Con cordialità.
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