Bimba di sei mesi che non fa più bene la nanna

Dottoressa Angela Raimo A cura di Angela Raimo - Dottoressa specialista in Psichiatria Pubblicato il 03/02/2020 Aggiornato il 30/04/2026

Può accadere che dopo qualche mese di sonni tranquilli, il bambino inizi a svegliarsi durante le notte: risolvere la situazione si può, ma occorre pazienza.

Una domanda di: Natalia
La mia bimba di 6 mesi ha cambiato modo di dormire da qualche mese: fino al 4º mese ha sempre dormito di filata fino alle 6/7 del mattino, poi dal 4º mese e mezzo la bimba ha iniziato a svegliarsi dopo 3 ore e mezza e
da lì ogni ora. Non per fame, si attacca al seno 5 minuti e si riaddormenta… ho notato che nel sonno si dimena, si gira a destra e a sinistra, scalcia, si strofina gli occhi, fino a svegliarsi e a cercarmi.
Inoltre mentre fino a 4 mesi dormiva nella sua culla ora lì piange e vuole dormire accanto a me. Spesso si addormenta al seno ma sto cercando di abituarla ad addormentarsi da sola, a volte riesce ma questo non cambia il sonno frazionato che ha. Ho provato anche con la melatonina ma niente. Potrebbero essere i denti ? Sbava molto ma non si lamenta. Ho provato a svegliarla il mattino alle 8/9 ma comunque dopo la poppata vuole ridormire fino alle 11/12.
Anche il pomeriggio dalle 15 alle 18 vuole dormire , e se non la faccio riposare è molto nervosa e si lamenta e comunque ho notato che la notte non dorme continuato neanche se la tengo sveglia il pomeriggio.
È una bimba molto molto attiva e determinata, vuole sempre la presenza e l’attenzione di qualcuno. Da qualche settimana abbiamo iniziato con un po’ di svezzamento: frutta e verdura.
Vorrei risolvere, se possibile, il problema del sonno frammentato che sta destabilizzando un po’ tutta la famiglia o comunque capire se sbaglio qualche abitudine!
Grazie mille. Un saluto.

Angela Raimo
Angela Raimo

Cara mamma,
in primo luogo voglio dirle che non ci si può attendere che il comportamento di un bambino rimanga sempre uguale mese dopo mese, anno dopo anno. E questo
vale anche in relazione al sonno. Molti bambini che nei primi mesi di vita dormivano tranquillamente più avanti cominciano a trascorrere notti più
agitate. La melatonina si può impiegare, su consiglio del pediatra, dopo l’anno di vita e solo nel caso in cui il bambino fatichi in modo significativo ad
addormentarsi: non serve cioè a risolvere i continui risvegli notturni né a far dormire più a lungo, quindi direi che non è opportuno somministrarla alla sua piccola. Mi ha molto colpito la sua frase “è una bambina determinata, vuole sempre la presenza e l’attenzione di qualcuno”: ma guardi che è normale che sia così, anche alla luce del fatto che proprio in quest’epoca
comincia a delinearsi la cosiddetta “ansia da separazione”, che si conclama in genere intorno agli otto mesi, ed è un sentimento angoscioso legato alla
nuova percezione di non essere un tutt’uno con la mamma e alla conseguente paura di perderla, di non vederla mai più, di esserne abbandonati. Premesso
tutto questo, ha più che ragione a voler risolvere la situazione, perché non dormire di notte per la mamma (ed eventualmente per il papà) è davvero destabilizzante e peggiora in modo notevole l’umore diurno e quindi la qualità della vita. La bambina deve essere visitata dal pediatra, perché la prima cosa da escludere è che sia un disturbo fisico a interromperne il
sonno: un’otite, per esempio, o la dermatite atopica, o le tonsille ingrossate (sono solo esempi, ovviamente). Si deve inoltre tenere conto che
intorno ai sei mesi la dentizione è prossima, quindi potrebbero essere i primi dentini in procinto di spuntare a causare i risvegli notturni. Anche il cambiamento riguardo l’alimentazione può avere un peso: piace la pappa a questa bimba? Mangia a sufficienza da quando sono stati inseriti i primi alimenti diversi dal latte? Offrirle il seno a ogni risveglio, proprio perché è chiaro che vuole succhiare per consolazione e non per appetito, non è una buona abitudine, in quanto può peggiorare il problema. Il seno non va cioè offerto come ciuccio, ma solo per le poppate “vere”, durante le quali il bambino mangia perché ha fame. In alternativa, provi a proporle il ciuccio, chissà potrebbe gradirlo. Quando inizia a piangere accorra a consolarla, ma cerchi di non prenderla in
braccio: si limiti a chinarsi su di lei, ad accarezzarla, a farle sentire la sua presenza, le parli dolcemente, ma non la prenda, almeno non subito, Meglio aspettare (sempre standole vicino) qualche minuto per vedere se basta a calmarla (come spesso succede). Per quanto riguarda il sonnellino, è rigenerante e non va eliminato, specialmente se la bambina al pomeriggio ha sonno, tuttavia lo anticiperei di almeno un’ora e sveglierei la bambina dopo circa un’ora, in modo che non dorma oltre le 15,30 de pomeriggio. Dal tardo pomeriggio in avanti, l’atmosfera
in casa deve essere molto serena: niente televisione accesa, niente discussioni, tono di voce ragionevolmente basso. Durante il giorno esca ogni volta che può, meglio se nelle ore centrali della giornata, perché stare all’aria aperta (al parco o comunque su strade poco trafficate) fa bene alla salute di un bambino anche nella stagione fredda e lo aiuta a capire che il giorno
è fatto per stare svegli e la notte, invece, per dormire. Prima di darle la poppata o la pappa, le faccia il bagnetto, che ha un effetto rilassante, e dopo cena instauri fin da subito un piccolo rituale della notte che può comprendere, per esempio, l’accensione della lucina della notte e l’ascolto, già coricata nel suo lettino, di una musica dolce. Si deve comunque armare
di moltissima pazienza, perché “educare al buon sonno” un bambino quando dimostra di aver invertito il giusto ciclo giorno-notte non è mai né semplicissimo né veloce.
La sua priorità, cara mamma, deve comunque essere quella di dormire a sua volta: lo faccia ogni volta che può, anche approfittando dei sonnellini della sua bambina. Con cordialità.

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