Bimba di sei settimane che interagisce poco e non sorride
A cura di Angela Raimo - Dottoressa specialista in Psichiatria
Pubblicato il 23/09/2025
Aggiornato il 02/10/2025 A volte si vedono problemi dove non ci sono per via delle troppe aspettative che si nutrono nei confronti di un bimbo di fatto troppo piccolo per soddisfarle. Ogni bebè raggiunge le varie tappe della socializzazione secondo tempi personalissimi che vanno accettati e rispettati.
Una domanda di: Dario
Le scrivo per avere un chiarimento sul comportamento della nostra bambina, che ha appena compiuto 6 settimane. Al momento non accenna ancora a fare piccoli sorrisi sociali e interagisce poco spontaneamente con noi. Tuttavia, segue i rumori, a volte mantiene il contatto visivo e capita che segua con lo sguardo o giri la testa verso stimoli visivi o sonori.
La bambina è nata a 37 settimane + 4 giorni, con un peso di 2650 grammi. Ora pesa circa 4 kg. Ci chiedevamo se il fatto che fosse piccolina alla nascita possa aver influito leggermente sul suo sviluppo e se tutto questo possa comunque rientrare nella norma per la sua età, oppure se è opportuno fare una valutazione più approfondita. La ringraziamo anticipatamente per la disponibilità e la cortesia. Cordiali saluti.

Angela Raimo
Caro papà Dario,
c'è una domanda che mi sorge spontanea: ma che aspettativa avevate nei confronti di vostra figlia? E che cosa esattamente teme? Questa piccina non ha neppure due mesi e già voi pretendete (uso apposta questo verbo) che abbia un comportamento sociale, che interagisca, che sorrida spesso e intenzionalmente. Ho quasi l'impressione (ma spero di sbagliarmi) che voi esponiate continuamente la bambina a stimoli di ogni tipo per valutarne la risposta: se così fosse vi invito a lasciarla tranquilla, a ricordarvi che ha solo poche settimane di vita (oltretutto è nata prima del termine) e che tutto quello che fa (e non fa) è perfettamente nella norma. Date tempo al tempo: tra qualche settimana vi gratificherà con i suoi sorrisi e vi farà capire che vi riconosce perfettamente. Detto questo, immagino che ogni mese la bambina verrà visitata dal pediatra: in questa occasione il medico potrà rassicurarvi ulteriormente. Con cordialità.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto
Sullo stesso argomento
23/03/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Angela Raimo Ipotizzare il disturbo dello spettro autistico in una bimba di sei settimane di vita non si può. La diagnosi precoce è fondamentale, ma non per questo il problema è individuabile prima dei 12-24 mesi di vita. »
12/03/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Leo Venturelli Se le gocce di ferro danno problemi al neonato, si possono sostituire con un prodotto che non causi gli stessi effetti indesiderati. »
27/04/2025
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Stefano Geraci La frequenza delle scariche in un lattante non è automaticamente un segnale preoccupante. Se il ritmo di crescita non diminuisce e il bambino è vivace, reattivo e non dà segni di malessere è probabile che non ci sia nulla che non va. »
06/03/2025
Gli Specialisti Rispondono
di Professor Giorgio Longo Le colichette sono più o meno presenti in tutti i lattanti a partire dalle tre-quattro settimane di vita, poi tendono a scomparire spontaneamente dopo i tre-quattro mesi di vita. Le manifestazioni che le caratterizzano non sono preoccupanti e non richiedono alcun tipo di intervento. »
31/01/2025
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Leo Venturelli In presenza di segnali che potrebbero essere dovuti a un problema già diagnosticato che coinvolge il cervello diventa opportuno sottoporre il bambino a controlli specialistici senza attendere le visite di routine. »
Le domande della settimana
11/05/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Elisa Valmori Nei primi giorni successivi all'intervento di cerchiaggio è possibile che venga raccomandato il riposo, dopodiché si possono riprendere le normali attività quotidiane, evitando comunque ogni eccesso per quanto riguarda l'impegno fisico. »
11/05/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Fabrizio Pregliasco Le larve che possono essere presenti nella marmellata non sono velenose quindi la loro assunzione accidentale (per quanto possa essere poco piacevole dal punto di vista psicologico) non espone a rischi. »
06/05/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Elisa Valmori La paroxetina va senza dubbio assunta in gravidanza, se ve ne è indicazione, visto che aiuta a controllare il disturbo dell'umore da cui è interessata la futura mamma senza causare danni al feto. »
05/05/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Claudio Ivan Brambilla In età matura, le probabilità di concepire per ciclo mestruale sono piuttosto basse, quindi non stupisce che dopo appena due mesi di tentativi la gravidanza non sia ancora iniziata. E questo vale anche in caso di riserva ovarica ancora soddisfacente. »
05/05/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Claudio Castagna Poiché gli spermatozoi X sono più lenti, è possibile (!) che un rapporto sessuale affrontato uno-due giorni prima dell'ovulazione porti al concepimento di una femminuccia. Ma di questo non vi è alcuna certezza. »
04/05/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Antonella Di Stefano La megavescica individuata nel feto è un segno ecografico prenatale che può sottendere un ampio spettro di cause e di conseguenze. La situazione va dunque tenuta monitorata tramite controlli ecografici seriati. »
04/05/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Professor Augusto Enrico Semprini Ci sono dei casi in cui piccole dosi di aspirina possono favorire il buon proseguimento di una gravidanza: se il ginecologo curante la prescrive è più che opportuno dargli ascolto. »
28/04/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Gaetano Perrini In caso di mancata assunzione del contraccettivo orale per più di 12 ore dall'ora consueta, è opportuno saltare l'intervallo tra una confezione e l'altra, dopo aver comunque assunto, anche se in ritardo, la pillola dimenticata. »
Fai la tua domanda agli specialisti