Bimba di tre anni con otiti ricorrenti: perché?

Professor Giorgio Longo A cura di Giorgio Longo - Professore specialista in Pediatria Pubblicato il 06/10/2025 Aggiornato il 27/10/2025

A volte è la particolare conformazione delle tube di Eustachio (i tubicini che collegano l'orecchio al naso) a favorire la ricorrenza delle otiti, tuttavia con la crescita tutto si risolve.

Una domanda di: Alberto
Salve. Ho una bimba di tre anni. Lo scorso anno, da quando ha iniziato il nido, ha preso 5 otiti (tenendo conto che l'abbiamo tenuta a casa un paio di mesi perché siamo andati via). Quest'anno ha iniziato la scuola dell'infanzia, è andata a scuola per tutto settembre e ora, puntualmente, è arrivata l'otite, e naturalmente dovrà prendere l'antibiotico. Non fosse per le otiti non starebbe a casa molto dall'asilo: ha preso una gastroenterite, la mononucleosi (che le ha dato solo un paio di giorni di febbrina e un po' di mal di gola con placche), qualche bronchite (curata con antibiotici), parecchi raffreddori, ma niente di che. Il problema sono proprio le otiti. Quale può essere la causa? Ci siamo spaventati leggendo siti che parlano di immunodeficienze... Per ora, come accertamenti, ha fatto l'emocromo (risultato nella norma) e tra pochi giorni avrà una visita allergologica. Non sarebbe il caso di farle fare una visita dall'otorino? Abbiamo chiesto alla pediatra se potrebbe essere un problema di adenoidi ma lei sostiene che in genere se le adenoidi sono ingrossate sarebbero grosse pure le tonsille... Preciso che prende l'otite solo ed esclusivamente se va all'asilo. Quando sta a casa no. Grazie.

Giorgio Longo
Giorgio Longo

Caro papà, quello delle otiti medie acute ricorrente (OMAR) è un problema non certo raro in età pediatrica specie nei primi 4 anni di età (per competenze immunologiche ancora immature) e in bambini con precoce socializzazione (per inevitabile esposizione ad un carico infettivo maggiore). Sono infatti proprio quei “parecchi raffreddori” che inducono il ricorrere delle otiti riempiendo di catarro (muco) le cavità nasali e da queste anche le cavità auricolari con le quali sono in stretta comunicazione. Se in queste ultime il muco ristagna più del dovuto si sovrappongono i microbi presenti in abbondanza nelle cavità nasali con conseguente suppurazione nell’orecchio medio e tutta la sintomatologia che da questo ne consegue: in primis, oltre ad un possibile rialzo termico, il dolore causato dall’aumento di pressione sulla membrana timpanica e che a volte esita in una perforazione nel timpano con fuoriuscita di muco pus dal condotto uditivo esterno. Da ciò l’importanza di utilizzare l’antibiotico tempestivamente. Giustamente, come vi chiedete, la domanda che anche il pediatra si fa è perché questa ricorrenza così alta nella vostra bambina e non in tutti gli altri i bambini dell’asilo nido. Un fattore individuale predisponente può essere dato dalla morfologia della tuba di Eustachio (dimensione, forma, posizione),che è il tubicino che collega la cavità nasale all’orecchio medio. Per questa nulla si può fare ma con la crescita tutto si rimedia. L’ipertrofia delle adenoidi è stata da sempre accusata di ostacolare il drenaggio delle cavità auricolari, ma l’adenoidectomia raramente porta il vantaggio sperato e oggi questa indicazione è fortemente ridimensionata (se non cancellata). Simile considerazione per la causa allergica che in linea di massima non va proprio presa in causa, anche perché l’età delle allergie respiratorie inizia, di norma, dopo l’età prescolare. Alla fine poche cose da dire, o raccomandare, anche perché l’insieme della storia clinica di sua figlia lascia poco spazio a ipotesi di condizioni morbose di rilievo. Mi limito pertanto a ripetere i soliti consigli di buon senso che, pur lasciando il tempo che trovano, di certo non vanno disattesi quando possibile: evitare il fumo passivo, l’inquinamento ambientale, l’uso del ciuccio, l’eccesso di peso; promuovere le pratiche igieniche (lavaggio delle mani, lavaggi nasali, questi ultimi con buon senso, senza estremismi) e ribadire l’importanza della vaccinazione anti-pneumococcica e antinfluenzale. E infine, da quello che intuisco per quanto scrive, mi sembra che con la sua pediatra siate proprio in buone mani e, comunque sia l’OMAR, alla fine, si esaurisce in tutti i casi. Cordialmente.


Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.

Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto

Le domande della settimana

Mamma e papà con influenza forte: è giusto affidare il neonato alla nonna?

05/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

La scelta di allontanare un figlio appena nato quando si è colpiti da una malattia altamente contagiosa è saggia e si può escludere che induca il bambino a non volere più la mamma una volta guarita.   »

Carenza di vitamina B12 in gravidanza: ci sono rischi per il bambino?

05/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Nelle donne che seguono un'alimentazione vegane è comune la carenza di vitamina B12, quindi l'assunzione di integratori che la contengono diventa indispensabile. Ma se il deficit è lieve e la dieta include anche alimenti di origine animale non ci sono rischi per lo sviluppo del feto.   »

Litigi ingestibili tra fratelli: che fare?

23/12/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Serena Mongelli

Sono gli adulti a dover trovare il modo di mediare i conflitti tra fratelli, anche pretendendo con affettuosa fermezza il rispetto di alcune regole base, prima tra tutte il divieto di offendersi con parolacce e insulti vari.   »

Influenza con variante K: può causare (anche) la cistite?

22/12/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Fabrizio Pregliasco

I sintomi causati dal virus influenzale che sta circolando massicciamente non includono la cistite che, nella stragrande maggioranza dei casi, è dovuta a un batterio.   »

Come faccio a togliere la poppata notturna a un bimbo di un anno?

18/12/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

Per indurre il bambino a rinunciare a bere il latte durante la notte può essere una buona strategia sostituirlo gradualmente con l'acqua.  »

Nausea fortissima che si protrae oltre il 1° trimestre: che fare?

18/12/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Floriana Carbone

Se la nausea si protrae oltre il primo trimestre, interferendo pesantemente sulla qualità della vita, diventa opportuno valutare opzioni terapeutiche che abbiano una maggiore efficacia rispetto ai tradizionali rimedi naturali.   »

Salmone scaduto: dopo quanto possono comparire i sintomi di un’intossicazione?

17/12/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Fabrizio Pregliasco

Il lasso di tempo che intercorre tra l'assunzione di un cibo contaminato e l'eventuale comparsa di sintomi da intossicazione dipende dal tipo di agente infettivo coinvolto.   »

Camera gestazionale più piccola dell’atteso: proseguirà la gravidanza?

15/12/2025 Gli Specialisti Rispondono di Professor Augusto Enrico Semprini

Bisogna sempre attendere l'8^ settimana prima di pronunciarsi rispetto al destino di una gravidanza e anche qui con un margine di errore dell'1% sull'esito favorevole dello sviluppo embrio-fetale. L'aspetto importante è che questo processo di selezione sia rispettato e compreso dalla donna.   »

Gravidanza e poca tolleranza nei confronti dell’integrazione di magnesio

15/12/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

La scarsa tolleranza al magnesio potrebbe essere dovuta al fatto che non è ciò di cui si è carenti perché l'organismo, se ha bisogno di qualcosa, di solito ne fa tesoro.  »

Tampone vaginale: può essere pericoloso in gravidanza?

15/12/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Nel caso in cui ci sia il sospetto di una vaginite, anche inn gravidanza è opportuno effettuare il tampone vaginale che da un lato non espone a rischi dall'altro permette di individuare l'origine dei sintomi.   »

Fai la tua domanda agli specialisti