Bimba di tre anni giudicata (!) timida: che fare?

Dottoressa Angela Raimo A cura di Angela Raimo - Dottoressa specialista in Psichiatria Pubblicato il 26/06/2022 Aggiornato il 26/03/2026

Niente autorizza a parlare di timidezza in relazione a una bambina piccola. E meno che mai a criticarla (soprattutto apertamente) per il suo naturale riserbo.

Una domanda di: Marika
Salve, vorrei consigli e/o letture per poter aiutare mia figlia di 3 anni e mezzo su due aspetti principali: la timidezza e il possesso. Noto comportamenti simili in altri bambini ma lei viene sempre additata come quella che è più timida e meno disposta a condividere degli altri, forse anche per un atteggiamento di mio marito che rimarca molto questi aspetti e temo influenzi il pensiero degli altri adulti. Grazie in anticipo.

Angela Raimo
Angela Raimo

Cara signora, le confesso che la sua lettera mi ha lasciato un tantino perplessa: non comprendo come sia possibile che qualcuno “additi” (cito il verbo da lei usato) una bambina di tre anni e mezzo per via della sua presunta timidezza. E dico “presunta” in quanto nessuno è autorizzato a parlare di timidezza in relazione a una bambina così piccola, né tanto meno a stigmatizzare certi suoi comportamenti oltretutto normalissimi. Mi permetta la riflessione forte, ma qui mi sembra che siano gli adulti da additare e certi loro commenti da criticare (ed evitare) e non quello che riferisce delle sua bambina. All’età di sua figlia tutto è “MIO””, non meraviglia per nulla, piano piano imparerà anche lei, come tutti, i codici del comportamento sociale, e il piacere (piacere prima ancora che dovere!) della condivisione. Molto comunque si acquisisce grazie all’esempio: se i genitori aprono la casa agli amici, sono estroversi, gentili, generosi con gli altri anche i bambini sono destinati a diventare così. Il mio primo e forse più utile consiglio è quello di impedire a chiunque di fare apprezzamenti sulle caratteristiche emotive della bambina, specialmente se la piccola è presente: è una questione di rispetto prima ancora che di buon senso. E se davvero questa bimba dimostrasse anche crescendo un atteggiamento di riserbo e avesse bisogno di più tempo per entrare in confidenza con gli altri non ci sarebbe nulla di male, nulla da reprimere: è opportuno permettere agli individui di essere quello che sono e gli educatori, se tali si possono definire, devono solo vigilare e sorreggere con amorevole attenzione, senza appiccicare etichette. Gentile mamma, questa bambina nell’istante stesso in cui si sente dire con tono di rimprovero o di critica fine a se stessa che è timida (o possessiva) subisce una forma di aggressione da cui non può difendersi e che può lasciare su di lei ferite che potrebbero continuare a far male in adolescenza e in età adulta. Mi creda, anche certe parole dure o giudicanti sono una forma di violenza, la cosiddetta “violenza verbale” di cui non si parla mai abbastanza e della cui gravità molti genitori non sono convinti, perché ancora è forte la convinzione che i figli siano una proprietà di cui poter disporre liberamente, forgiandoli come meglio si crede anche ignorando come in realtà sono. Sto parlando in generale, naturalmente, ma è un discorso a cui tengo molto. Dunque, direi di non fare più commenti sulla timidezza (che ipotizzate) della bambina né sul suo impulso di tenere le cose per sé, ma di incoraggiarla affettuosamente ad aprirsi di più. Ci vorrà ovviamente un po’ di tempo, che la invito a concederle: le permetta di essere una bambina, di essere quello che è. Per quanto riguarda i libri, le consiglio vivamente di accompagnare sua figlia in una libreria per l’infanzia e di farle scegliere i titoli e le copertine che la attraggono. È così che si avviano i bambini al piacere impagabile della lettura, a godere della compagnia di un libro: deve essere un innamoramento, un’attrazione, un’alchimia che il bambino può vivere solo se gli viene permesso di conoscere e frequentare le librerie. Con cordialità.

Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.

Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto

Sullo stesso argomento

Bimbo di 4 anni che non vuole stare in piscina con gli amichetti

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

Per ogni bambino c'è un "giusto momento" che è bene attendere evitando forzature.   »

Bambina che si intimidisce di fronte alle persone

Psicologia di “La Redazione”

Risponde: Dottoressa Alessandra Varotto  »

Bambino si nasconde quando vede sconosciuti

Psiche e comportamenti di Dottoressa Alessia Bertocchini

Risponde: Dottoressa Alessia Bertocchini  »

Regressioni varie all’inizio della scuola materna: che fare?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

Non sorprende che un bambino abbia bisogno di un po' di tempo per adattarsi alla novità rappresentata dalla scuola materna, quindi la cosa migliore da fare è avere pazienza nella certezza che ogni singola regressione dei primi giorni si risolverà in modo spontaneo.   »

Bimba di quasi tre anni che non vuole mangiare quasi nulla: cosa fare?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

La strategia perfetta per indurre un bimbo riluttante a mangiare un determinato alimento quando non vuole non esiste. Ci sono invece accorgimenti che possono aiutare. La svolta può comunque essere rappresentata dall'ingresso all'asilo.   »

Le domande della settimana

Test di gravidanza positivo: che fare subito dopo?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

La prima cosa da fare quando si scopre la gravidanza è fissare un appuntamento con il ginecologo per la prima visita e la prima ecografia.   »

Regressioni varie all’inizio della scuola materna: che fare?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

Non sorprende che un bambino abbia bisogno di un po' di tempo per adattarsi alla novità rappresentata dalla scuola materna, quindi la cosa migliore da fare è avere pazienza nella certezza che ogni singola regressione dei primi giorni si risolverà in modo spontaneo.   »

Cortisonico in spray prescritto in gravidanza per una forte rinite: può essere pericoloso?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Il mometasone assunto sotto forma di spray nasale entra in circolo in quantità davvero minime, quindi è senz'altro opportuno impiegarlo quando il medico ritiene strettamente necessario prescriverlo.   »

Salmone alterato assunto in gravidanza: ci sono rischi?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Fabrizio Pregliasco

Assumere del salmone avariato può esporre a conseguenze anche molto serie, tuttavia è realmente difficile non accorgersi dell'alterazione perché il pesce andato a male ha sia l'aspetto sia il sapore significativamente alterati.   »

Fai la tua domanda agli specialisti