Ci sono numerose ragioni per le quali il bambino crescendo può smettere di dormire tranquillo.
Una domanda di: Caterina Mia figlia ha un anno e mezzo è una bambina stupenda, ha iniziato a camminare a un anno è tranquilla e fin qui ci siamo. Il mio problema e la notte. Partiamo dal presupposto che ha sempre dormito ma dopo lo svezzamento dorme agitata, dimena i piedi, si agita: è come se non fosse tranquilla. Che posso fare. Grazie in anticipo per la risposta.
Roberta Levi
Gentile signora, cosiddette “regressioni del sonno “ sono fasi che possono normalmente avvenire durante la crescita di un bambino. Le possibili cause possono venire o dall’ambiente esterno (una diversa e maggiore percezione dell’ambiente circostante, un cambiamento delle esigenze nutrizionali o dell’ambiente). Oppure possono essere legate alla crescita del bambino (acquisizione di nuove abilità, aumentata curiosità verso l’ambiente, aumentata esigenza di contatto fisico con i genitori e maggiore consapevolezza del distacco da loro). Non esiste un rimedio assoluto ma alcune strategie che possono essere messe in pratica per migliorare la situazione come ridurre il più possibile gli stimoli serali concentrando il gioco durante il giorno: trascorrere tempo all’aria aperta durante il giorno, mantenere il riposino durante il giorno per evitare una eccessiva stanchezza e irritabilità serale, creare di sera un ambiente il più possibile rilassato e rassicurante senza eccessivi stimoli luminosi o rumori il bagnetto serale ed eventualmente un massaggio possono favorire il rilassamento, quindi può essere opportuno effettuarli. Questi sono solo suggerimenti: ogni bambino è un caso a sé e starà poi ai genitori capire quale sia la metodica più efficace da mettere in atto. Con cordialità.
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Fino ai 6 mesi è molto probabile che i risvegli notturni si verifichino per fame. Un bambino che subito dopo essere stato allattato si riaddormenta, evidentemente aveva proprio bisogno della poppata. »
A fronte di un disturbo del sonno che peggiora sensibilmente la qualità della vita dell'intero nucleo familiare (incluso, naturalmente, il bambino), in prima battuta è necessario escludere la presenza di un problema di natura fisica, come, per esempio, la celiachia. »
Ci sono due principali ragioni che possono spiegare l'aumento dei risvegli notturni: la paura di perdere la mamma (ansia da separazione) e la dentizione. »
A volte può bastare seguire le regole della "buona nanna" per risolvere il problema dei risvegli notturni, ma se la situazione non migliora e il bambino non si calma entro un'ora dall'inizio del pianto diventa opportuno approfondire. »
Non si deve avere fretta di ricorrere a cure farmacologiche ogni volta che le tonsille si arrossano, soprattutto se il bambino ha da poco affrontato una terapia con antibiotico. »
Ci sono alcuni consigli da seguire per aiutare un bambino a rinunciare al pannolino. Tra questi, il più importante è forse quello di favorire la formazione di feci morbide e, quindi, facili da espellere. »
Oltre a somministrare un farmaco contro la malattia da reflusso (che deve necessariamente essere prescritto dal pediatra), per limitare il fenomeno è opportuno seguire alcuni accorgimenti, tra cui cercare di rallentare il tempo della poppata. »
A volte è necessario che trascorra più tempo affinché ogni più piccola anomalia si risolva. Quello che conta è comunque che il feto sia vitale e cresca a un ritmo regolare. »
Non c'è alcun rischio né per la futura mamma né per il feto se la "piaghetta" (ectropion) sanguina, eventualità frequente proprio durante la gravidanza. »