A poco a poco, grazie all'esperienza, il bambino impara a relazionarsi con gli altri e a rispettare le gerarchie che è l'età a stabilire.
Una domanda di: Luana Sono mamma di Emma, 30 mesi. Non frequenta l’asilo nido ma è sempre stata a contatto con i bimbi. Ultimamente al parco non so come intervenire, quindi mi trovo veramente in difficoltà: con i più piccoli è dolce, li aiuta, mentre con i più grandi diventa prepotente … in particolare si impunta e impedisce loro di scendere dallo scivolo oppure dà loro un leggero calcio per spingerli giù.
Ho provato a intervenire con le buone maniere ma non risolvo nulla: oggi sono salita e l’ho portata via con la forza. Le spiego spesso come comportarsi, che bisogna chiedere scusa ma la situazione sullo scivolo si ripresenta sempre. Vi chiedo un consiglio su come intervenire, grazie.
Luisa Vaselli
Cara mamma,
gli scontri con i coetanei a quest’età sono normali. Sono necessari per imparare anche la mediazione. Non andando al nido, il parco è l’unico momento di scambio con il gruppo dei pari, l’unica opportunità per sperimentare la vita di relazione ed è probabile che si scontri con i più grandi solo perché non ha avuto modo di imparare, all’interno di una comunità, come sono le gerarchie sociali, che è l’età a stabilire. La cosa migliore sarebbe non intervenire e lasciare che la sua piccola consolidi la capacità di mediare e stabilire rapporti con mezzi diversi dalla forza fisica.
Capisco che il non intervento sia molto difficile da gestire, ma rappresenta anche la migliore strategia per permettere a sua figlia di comprendere in che modo relazionarsi con gli altri bambini. Con cordialità.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
Chi lavora in una scuola materna dovrebbe anche essere in grado di gestire certe intemperanze o almeno di provare a farlo prima di arrivare a chiedere di non portarci più un bambino. »
L'opportunità di anticipare il passaggio dal nido alla scuola materna va valutata tenendo conto di numerose variabili, tra cui il temperamento del bambino e la sua capacità di adattamento. »
Una bambina che preferisce giocare da sola può agire secondo il proprio temperamento riservato e riflessivo e non necessariamente perché interessata da un disturbo. L'opportunità di una visita del neuropsichiatra infantile va comunque valutata con l'aiuto del pediatra curante. »
Non è necessario contare quante volte si gira un bambino quando sente il suo nome, anche perché è possibile che non lo faccia sempre perché viene chiamato troppo. »
Quando un bambino è estremamente sensibile e manifesta numerosi timori anche rispetto alle azioni più semplici diventa opportuno consultare uno psicoterapeuta per l'infanzia. »
Ci sono alcuni consigli da seguire per aiutare un bambino a rinunciare al pannolino. Tra questi, il più importante è forse quello di favorire la formazione di feci morbide e, quindi, facili da espellere. »
Oltre a somministrare un farmaco contro la malattia da reflusso (che deve necessariamente essere prescritto dal pediatra), per limitare il fenomeno è opportuno seguire alcuni accorgimenti, tra cui cercare di rallentare il tempo della poppata. »
A volte è necessario che trascorra più tempo affinché ogni più piccola anomalia si risolva. Quello che conta è comunque che il feto sia vitale e cresca a un ritmo regolare. »
Non c'è alcun rischio né per la futura mamma né per il feto se la "piaghetta" (ectropion) sanguina, eventualità frequente proprio durante la gravidanza. »