I metodi coercitivi per fortuna appartengono al passato. Non si insegna ai bambini a non essere violenti con la violenza, chi pensa sia questo un metodo educativo corretto è in errore.
Una domanda di: Stefania Ho letto una risposta che Lei ha dato riguardo un bambino aggressivo, scusi se mi permetto io non sono nessuno ma non la penso allo stesso modo, il mio bambino purtroppo ha subito e sta subendo pugni (molto forti) in pancia, sberle graffi morsicate con tanto di segno, spinte da un bambino di nazionalità marocchina molto iperattivo. Io penso che i bambini di questo “calibro” vadano sgridati sempre, messi in castigo ogni volta in un angolo e derisi per il loro comportamento come una volta facevano, allontanati dal asilo o tenuti sotto stretta sorveglianza perché altri bambini possono imitarli e coalizzarsi insieme contro i più deboli, infine diventare bulli. Nell’asilo di mio figlio il problema non è questo bambino (che va serenamente perché lasciato in mezzo agli altri per imparare a comportarsi meglio?!) ma è mio figlio, a detta loro incapace di difendersi. Dopodiché tutta la sua rabbia repressa la sfoga a casa. Lui così timido ed educato, a detta loro doveva “venire fuori” e lasciandolo vicino avrebbe imparato a difendersi per stare al mondo, purtroppo questi bambini hanno un’altra mentalità loro sono abituati alle lotte vengono istruiti da piccoli, poi purtroppo noi dalla parte della ragione passiamo alla parte del torto perché a casa mio figlio ha imparato a picchiarmi e lanciare oggetti e a morsicarmi io mi lamento con loro e loro chi sgridano? Mio figlio… Già siamo sommersi di videogiochi e altro che insegnano brutte cose … se questi bambini non vengono fermati chissà da grandi cosa combineranno era meglio un tempo bacchettate sulle mani e orecchie d’asino, questo è il mio pensiero.
Luisa Vaselli
Buongiorno, per fortuna l’educazione è cambiata rispetto a quella che lei rimpiange, ma i rapporti interpersonali hanno ancora bisogno di essere imparati. Trovare dei bambini del genere insegna ai nostri piccoli principi che ci sono delle situazioni in cui avranno bisogno di cavarsela da soli. Mi ha colpito che lei abbia sottolineato la nazionalità del bambino anche perché la lettera a cui allude con relativa risposta parla di un bambino aggressivo italiano. Come vede, il temperamento prescinde dalla nazionalità. Posto questo, è vero che la violenza insegna la violenza, ma lei si contraddice perché dopo aver affermato che suo figlio ha imparato a picchiare da un altro bambino vorrebbe insegnare al bambino che picchia a non picchiare utilizzando metodi coercitivi … Di più, ricorrendo addirittura alla derisione … Ha mai pensato che il bambino che picchia potrebbe avere dei disagi? Ha provato a incontrare in terreno neutro i genitori in un clima di apertura? Il gruppo dei pari è l’ambito migliore per imparare le dinamiche della vita di relazione, per capire come comportarsi, come agire, come difendersi come farsi rispettare. Cordialmente.
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