Bimbo che gioca a dare le testate contro il muro
A cura di Angela Raimo - Dottoressa specialista in Psichiatria
Pubblicato il 06/09/2021
Aggiornato il 02/04/2026 Un bambino che assume comportamenti potenzialmente pericolosi potrebbe semplicemente avere bisogno di più baci, di più carezze, di maggiori attenzioni affettuose.
Una domanda di: Arianna
Mio figlio di 15 mesi spesso dà delle testate al muro
prima appoggiandosi delicatamente appena sente il rumore del contatto con il
muro incomincia a darle più forte e quando io dico no non si fa lui mi
guarda ride e ricomincia più forte, stessa cosa quando sta sul seggiolone o
seggiolino sbattendo però all’indietro, stesso discorso, se gli do contro
dicendo no lui riprende facendo ancora più forte e ad ogni testata ridendo
ogni volta che fa il rumore. Questa cosa la fa di punto in bianco
prendendola quasi come un gioco, mai per un riscontro negativo o quando è
arrabbiato o cose simili, solo quando è tranquillo, appunto come fosse un
gioco. Dorme molto la notte, all’incirca si addormenta alle 21:30 e si sveglia
per le 8:00/8:30, difficilmente ha risvegli notturni, e quando capita, do il
latte e poco dopo si riaddormenta. Mangia tranquillamente tutto, lo
svezzamento sta andando a meraviglia, siamo passati da una settimana da i
pasti a minestra con qualcosa di più consistente in quanto ha già 8 denti
tutti fuori e altri 8 spuntati, nella nascita dei denti non ha avuto grossi
problemi, mai nottate raramente nervoso poca bava al massimo si mordeva le
dita, una sola volta diarrea. E’ un bimbo molto attivo e stimolato, io lavoro
insieme a mio marito e rimane dai bisnonni per metà giornata 6 giorni su 7,
ma questa cosa l’ha incominciata a fare da molto dopo che io sono tornata a
lavorare quindi non credo ci sia una correlazione, lo indico perché ho letto
una sua precedente risposta ad una situazione però leggermente diversa, in
quanto era fatto sotto forma di capriccio, e indicava che una possibile
motivazione potesse essere un cambiamento della routine magari un’assenza
da parte della mamma. Spero di aver dato tutte le indicazioni possibili.

Angela Raimo
Gentile signora,
poiché a questo comportamento insolito non si associano altri segnali di disagio e poiché il bambino non dà testate per esprimere rabbia o ribellione non resta che pensare che per lui sia veramente un gioco. Un gioco che magari gli serve per catturare la vostra attenzione, come di fatto puntualmente succede. Lui dà testate e voi vi concentrate su di lui. In primo luogo bisogna evitare che si faccia male, quindi quando inizia va fermato subito, abbracciandolo e dicendogli “non fare così, ti fai la bua”. Ma baci abbracci coccole attenzione gli vanno garantiti non solo per bloccare un gesto che potrebbe essere pericoloso per lui, ma più e più volte nell’arco della giornata, al di là di come si comporta. Questo bambino probabilmente ha bisogno di più contatto fisico, di più atteggiamenti affettuosi. Forse desidera vedervi più attenti a lui (è solo un’ipotesi che è quanto posso fare a distanza senza conoscervi e senza conoscere il bambino). Comunque sia, la tenerezza è curativa, non lo dimentichi. Con cordialità.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto
Sullo stesso argomento
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Angela Raimo Ci sono bambini che per temperamento non sono di facile gestione e guai a incolpare automaticamente la mamma di questa difficoltà: sarebbe ingiusto oltre che sbagliato. »
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Angela Raimo Fino a quando il bambino non impara a parlare, per comunicare disappunto o esprimere altri sentimenti negativi non può che ricorrere a gesti anche di rabbia verso se stesso. Ma la strategia per evitare che si faccia male c'è. »
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Angela Raimo Prima di pensare a un disturbo comportamentale, è di grande importanza analizzare se il timore dipende dalle aspettative nutrite nei confronti del bambino, che non può soddisfarle solo perché troppo ambiziose. »
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Michela Carmignani Anche a 15 mesi il bambino deve essere contenuto e guidato con un atteggiamento affettuoso, ma deciso, che non lasci spazio a tentennamenti, a cedimenti, a negoziazioni, quando si tratta di rispettare poche regole, semplici e giuste. »
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Angela Raimo Le amnesie occasionali, a causa delle quali è possibile che anche il genitore più amorevole dimentichi un figlio piccolo in auto, sono imprevedibili e improvvise, sono una sorta di blackout della memoria che allontana temporaneamente dalla realtà. Si conoscono, però, sia i fattori che potrebbero favorirle... »
Le domande della settimana
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Antonella Di Stefano Non esiste una cura specifica per le coliche dei piccolissimi, che comunque non sono considerate una vera e propria malattia, infatti non è mai stata dimostra in modo scientificamente convincente l'efficacia dei preparati che di solito vengono utilizzati. »
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Chiara Boscaro I cibi da proporre in spiaggia sono numerosi, quindi sotto questo profilo c'è solo l'imbarazzo della scelta. Una grande attenzione va invece posta all'igiene e alla conservazione degli alimenti. »
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Angela Raimo Quando i litigi tra due fratelli molto piccoli diventano ingestibili, serve intervenire in maniera decisa per porvi fine drasticamente. Guai, invece, a trasformarsi in spettatori impotenti. »
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Elisa Valmori In caso di un mancato accollamento riscontrato con l'ecografia e non associato ad altri sintomi non c'è alcun bisogno di assentarsi da un tranquillo lavoro d'ufficio. »
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Antonella Di Stefano In effetti lo svezzamento può aiutare a gestire i sintomi del reflusso, ma non a risolverli né a prevenirli. Di fatto, l'introduzione di cibi solidi può sì ridurre i rigurgiti per gravità, ma non eliminare il problema poiché l'immaturità del meccanismo fisiologico che sta alla base del fenomeno rimane... »
Fai la tua domanda agli specialisti