Bimbo che rifiuta la mamma

Dottoressa Angela Raimo A cura di Angela Raimo - Dottoressa specialista in Psichiatria Pubblicato il 03/10/2022 Aggiornato il 19/03/2026

Non basta aver messo al mondo un bambino per diventare la figura di riferimento che predilige. Se sono altre persone a prendersene cura, non stupisce che le preferisca alla mamma.

Una domanda di: Romano
Sono il papà di un bambino di 17 mesi, la mamma è una lavoratrice e studentessa, lavora fino alle 14 o alle 17 e nel frattempo si occupano di lui la tata e nonna, entrambe molto amorevoli e giocherellone. La mamma è molto sorridente, gioca sempre con il bambino, cerca di “educarlo”, lo lascia libero di esplorare, insomma, penso faccia ciò che ogni mamma fa, e a mio avviso lo fa nel migliore dei modi, perché insieme sono bellissimi. Tuttavia, a causa dello studio accade, saltuariamente, che lei debba riservare (per periodi di tempo limitati) ore pomeridiane per lo studio. Il bambino ha sviluppato un rifiuto verso la mamma, la ignora e anche quando è con lei piange disperato evocando tata o nonna o addirittura me. Se è con lei, appena percepisce la loro presenza si dimena perché vuole stare con loro, le strappa i giochi di mano passandoli a loro. Questo suo atteggiamento e predilezione per la nonna avviene da quando aveva circa 10 mesi, mentre nei confronti della tata si è accentuato da quando è stato iscritto ad un nido per sole 2 ore giornaliere, per permettergli di stare con altri bambini. La nonna, inoltre, spesso passa i pomeriggi con loro perché vuole stare con il bambino quando non riesce a vederlo il mattino o quando, a suo avviso, ha passato troppo poco tempo con lui. Il bambino inizia a sviluppare atteggiamenti aggressivi nei confronti della mamma (e non solo) picchiandola o dandole calci. È restio ad ogni manifestazione di affetto con lei. La mamma è molto frustrata, scoraggiata triste e, quel che è peggio, questo continuo rifiuto di suo figlio pare inizi ad allontanarla da lui. Grazie.

Angela Raimo
Angela Raimo

Gentile papà, innanzi tutto voglio davvero complimentarmi con lei per la delicatezza con cui ha esposto il problema e per la sensibilità che dimostra: questo bimbo è davvero fortunato a essere circondato da così tante figure amorevoli. Per quanto riguarda il resto, è normale che un bambino di 17 mesi stia più volentieri con le persone che si prendono cura di lui per più tempo nell’arco della giornata. Essere mamma non è sufficiente per farsi preferire da un bambino, il quale evidentemente sta meglio con tata e nonna anche per una semplice questione di consuetudine e di continuità (i bambini sono molto abitudinari, la loro sicurezza proviene in gran parte da quanto si ripete identico a se stesso). Ho la sensazione che la mamma si ponga un po’ troppo al centro del rapporto, guardi a lei e a suo figlio solo tenendo conto di quanto gratifica lei più che il bambino, mentre potrebbe essere un buon primo passo che riuscisse a individuare un personalissimo modo per stare con suo figlio, così appagante per lui da fargli apprezzare (e desiderare) il tempo che trascorrono insieme. Dovrebbe insomma mettersi un po’ da parte ed escogitare modalità che tengano conto solo del benessere emotivo del bambino. Per esempio, potrebbe pensare a un gioco che solo loro due condividono: usare insieme la pasta modellabile, andare al parco, cantare canzoncine, leggere fiabe adatte, fargli fare il bagnetto con i bicchierini per i “travasi”, mettendosi accanto a lui e mostrandosi attenta e interessata a quello che fa. Diversamente la situazione non potrà certo migliorare, perché il bambino non riuscirà mai a capire che la mamma DEVE studiare, che la mamma DEVE lavorare e quindi per molte ore si allontana, ma poi quando ritorna tutto viene per così dire “scombussolato”. Quando la mamma arriva (da ovunque sia andata) è una buona idea che porga al vostro bambino un piccolo regalo simbolico: può essere un disegno, un pupazzetto, una ”bomba schiuma” da gettare nell’acqua del bagnetto. Allo stesso tempo però, è bene che la nonna e la tata parlino spesso al bambino della mamma, anche solo dicendogli: “Tra poco la tua mamma torna, che bello!”, oppure “Che fortuna stasera la tua mamma ti farà una pappa squisita”. In nessun caso, la mamma deve mettere il broncio quando il bambino la respinge, potrebbe solo essere controproducente. Deve invece armarsi di pazienza, essere il più possibile affettuosa e, soprattutto, accudente. Mi scriva ancora se lo desidera. Cari saluti.

Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.

Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto

Sullo stesso argomento

Distacco dalla mamma: è giusto incoraggiarlo a sei mesi di età?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

Non c'è alcuna ragione per la quale una mamma che può occuparsi a tempo pieno della sua bimba di sei mesi ci rinunci per affidarla ad altri.   »

Bimba di 4 anni che respinge la mamma e vuole solo il papà

Gli Specialisti Rispondono di Professoressa Francesca Simion

  »

È giusto che il nonno chieda un bacio sulla guancia alla nipotina?

Gli Specialisti Rispondono di Professoressa Francesca Simion

Baci e abbracci dovrebbero essere gesti spontanei appartenenti al rapporto affettuoso e giocoso che si crea tra nonni e nipotini.   »

Bimbo di 11 anni che si rilassa solo se stringe il lobo della madre

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

Gradualmente è opportuno che un ragazzino già gradicello perda l'abitudine di rilassarsi toccando le orecchie della madre: se ha bisogno di questo rito per addormentarsi o allentare la tensione deve imparare a toccare le proprie.   »

Trasferimento negli Stati Uniti: può essere traumatico per una bimba di un anno?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

In caso di trasferimento all'estero, il contatto con i nonni si può mantenere grazie alle video chiamate, per il resto qualsiasi bambino si adatta benissimo alla novità, perché quello che più conta per i piccoli è avere vicino mamma e papà.   »

Le domande della settimana

Due aborti spontanei nel primo trimestre

Gli Specialisti Rispondono di Professor Augusto Enrico Semprini

È probabile che dopo due aborti si riesca a portare a termine una gravidanza, tuttavia è opportuno effettuare alcune indagini prima di cercare un nuovo concepimento.   »

Statine assunte da lui e concepimento: ci sono rischi?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Le statine assunte dall'aspirante papà non influiscono né sulla sua fertilità né espongono il bambino al rischio di nascere con anomalie.   »

Tonsille di nuovo arrossate dopo una cura con antibiotico: che fare?

Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

Non si deve avere fretta di ricorrere a cure farmacologiche ogni volta che le tonsille si arrossano, soprattutto se il bambino ha da poco affrontato una terapia con antibiotico.   »

Piccolissima con reflusso che non passa nonostante il farmaco

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Stefano Geraci

Oltre a somministrare un farmaco contro la malattia da reflusso (che deve necessariamente essere prescritto dal pediatra), per limitare il fenomeno è opportuno seguire alcuni accorgimenti, tra cui cercare di rallentare il tempo della poppata.   »

Ectropion in gravidanza: c’è da preoccuparsi se sanguina?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Sara De Carolis

Non c'è alcun rischio né per la futura mamma né per il feto se la "piaghetta" (ectropion) sanguina, eventualità frequente proprio durante la gravidanza.   »

Fai la tua domanda agli specialisti