Nei piccolini, l'impuso di toccare i capelli materni nasce dal desiderio di contatto e da un istinto che affonda le radici in epoche lontanissime.
Una domanda di: Maria Ho una semplice curiosità e, allo stesso tempo, vorrei fare in modo che il mio bambino di 11 mesi si togliesse il “vizio” di tirarmi i capelli e metterseli in bocca, sia al momento della poppata sia durante la notte, sia al momento dell’addormentamento. Cordiali saluti.
Angela Raimo
Cara mamma,
in primo luogo voglio specificare che quello che fa il suo piccino non è affatto un vizio, ma un modo di relazionarsi, di cercare – e trovare – il contatto con la mamma, una sorta di rituale affettuoso, che sugella il vostro legame. Di più: aggrapparsi ai capelli della madre è un gesto ancestrale, che risale ai primordi dell’umanità, quando i lattanti per la loro sopravvivenza utilizzavano il riflesso prensile (tuttora presente fin dalla nascita) per aggrapparsi ai capelli della madre e non cadere, mentre questa camminava o correva. Se a lei infastidisce che suo figlio le tiri i capelli e se, giustamente, non gli vuole permettere di metterli in bocca, non le resta che ricorrere alla soluzione più semplice ed efficace: li tenga legati quando si prende cura del bambino o lo allatta o lo culla. Allo stesso tempo, però, gli conceda la possibilità di accarezzarli almeno un pochino, magari come consolazione quando piange o per rilassarsi al momento della nanna. I vizi non esistono cara mamma, non a questa età e non in relazione al contatto e ai gesti affettuosi, che non sono mai troppi, mi creda. Con cordialità.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
I cibi da proporre in spiaggia sono numerosi, quindi sotto questo profilo c'è solo l'imbarazzo della scelta. Una grande attenzione va invece posta all'igiene e alla conservazione degli alimenti. »
Anche se si può ipotizzare che certi atteggiamenti assunti dal corpo esprimano l'emozione provata dal bambino, per essere sicuri che tutto sia a posto è opportuno richiedere il parere di un neuropsichiatra infantile "in presenza". »
Se la crescita avviene a un ritmo regolare non c'è ragione di preoccuparsi della resistenza che il bambino oppone ai cibi che gli vengono proposti. Tuttavia esiste una strategia che può rivelarsi utile per abituarlo ad assaggiare le novità. »
Sesi ha il dubbio che un atteggiamento del bambino possa essere la spia di qualcosa che non va, è necessario parlarne con il pediatra al quale spetta stabilire l'opportunità di consultare il neuropsichiatra infantile. »
L'allattamento al seno è prezioso per lo sviluppo neurofisico dei bambini, tuttavia a fronte della necessità irrinunciabile di assumere un farmaco che può essere pericoloso perché passa nel latte e, allo stesso tempo, il bambino è già svezzato da mesi ci si trova di fronte a una scelta pressoché obbligata.... »
La possibilità di avere due gemelli dizigoti (non identici) è influenzata dalla mamma (familiarità per gemelli dizigoti e alta statura), mentre i gemelli identici sono frutto di una pura casualità. »
È probabile che dopo due aborti si riesca a portare a termine una gravidanza, tuttavia è opportuno effettuare alcune indagini prima di cercare un nuovo concepimento. »
Non si deve avere fretta di ricorrere a cure farmacologiche ogni volta che le tonsille si arrossano, soprattutto se il bambino ha da poco affrontato una terapia con antibiotico. »
Oltre a somministrare un farmaco contro la malattia da reflusso (che deve necessariamente essere prescritto dal pediatra), per limitare il fenomeno è opportuno seguire alcuni accorgimenti, tra cui cercare di rallentare il tempo della poppata. »