Bimbo che si ribella ai “pezzetti”

Dottor Leo Venturelli A cura di Leo Venturelli - Dottore specialista in Pediatria Pubblicato il 29/10/2019 Aggiornato il 29/10/2019

Se il bambino vuole mangiare tutto frullato è opportuno accontentarlo, in attesa che arrivi anche per lui il momento di apprezzare i cibi solidi.

Una domanda di: Lara
Ho provato a dare a mio figlio di 7 mesi piccolissime quantità di cibo solido (per esempio, 1 chicco di riso, un po’ di carota ben schiacciata, un pezzettino di biscotto Plasmon) ma non riesce a gestirli, ha conati di vomito e sembra soffocare. Come posso aiutarlo ? È normale tutto questo?
Grazie.

Leo Venturelli
Leo Venturelli

Gentile signora,
sì spesso accade di vedere bimbi che hanno difficoltà con i cibi solidi. In simili casi occorre armarsi di grande pazienza: so che questa mia risposta non le piacerà molto, perché è ovvio che lei si aspetta un consiglio risolutivo, ma creda non c’è molto altro da fare che attendere che arrivi anche per il suo bambino il “giusto momento”. A 7 mesi si può tranquillamente continuare a dare pappe con gli ingredienti frullati (non c’è fretta in realtà, non occorre accelerare l’introduzione del cibo a pezzetti) e, nel frattempo, dare ogni giorno al bambino la possibilità di portare alla bocca pezzetti di verdure cotte o di frutta sempre cotta. In sintesi, le suggerisco di continuare con le solite pappe frullate, mettendo però davanti al bambino anche qualche pezzetto di un cibo morbido (broccoli, carote, zucchine, mele o pere cotte) per solleticare la sua curiosità e indurlo ad afferrare almeno un pezzetto per poi portarlo alla bocca. La spinta all’autonomia, presente in tutti i bambini, lo indurrà a provare. Con cordialità.

Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.

Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto

Le domande della settimana

Misura dell’embrione in sesta settimana: va bene?

20/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Il ginecologo ha l'obbligo di comunicare alla donna che aspetta un bambino l'eventuale presenza di un'anomalia: se dice che va tutto bene significa che è così.   »

Congedo parentale: è già in vigore l’estensione ai 14 anni dei figli?

19/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Paola Bernardi Locatelli

I permessi per malattia del figlio hanno subito importanti novità dal 1° gennaio 2026. Attualmente si è ancora in attesa delle istruzioni dell'INPS.   »

Ragazzina con tosse secca e stizzosa che non passa

15/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

Se le terapie effettuate contro la tosse non portano risultati e se gli accertamenti effettuati per capire le cause della tosse non hanno fatto emergere nulla, occorre pensare che il sintomo abbia un'origine psicosomatica, eventualità non certo rara in adolescenza.   »

Gravidanza inaspettata e assunzione di molti alcolici

12/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Floriana Carbone

Nella maggior parte dei casi, i comportamenti rischiosi assunti prima di sapere che la gravidanza è iniziata o determinano un aborto spontaneo oppure non causano alcun danno all'embrione. Si tratta della cosiddetta "legge del tutto o del nulla".   »

Allattamento: che fare se il bambino rifiuta uno dei due seni?

07/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Giovanna Sottini, puericultrice e maternal personal trainer

La preferenza per una delle due mammelle può dipendere dal fatto che il bambino si trova meglio in una posizione piuttosto che nell'altra. Esiste, comunque, un modo per "ingannarlo" affinché inizi a succhiare da entrambi i seni.   »

Mamma e papà con influenza forte: è giusto affidare il neonato alla nonna?

05/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

La scelta di allontanare un figlio appena nato quando si è colpiti da una malattia altamente contagiosa è saggia e si può escludere che induca il bambino a non volere più la mamma una volta guarita.   »

Fai la tua domanda agli specialisti