Abituare il bambino a dormire nel prorpio letto richiede pazienza e qualche piccolo trucco.
Una domanda di: Katherine Mio figlio ha 8 mesi e mezzo e purtroppo non riesco a farlo dormire di notte sul suo lettino. Ho provato ad attaccare il lettino al nostro, ma come lo sposto piange incessantemente finché non lo riprendiamo… non so più cosa fare.
Angela Raimo
Cara signora,
in casi come questo occorre armarsi di molta pazienza. Forse può provare a far addormentare il bambino direttamente nel lettino posto accanto al lettone. Quando si sveglia, provi ad abbracciarlo lasciandolo nel lettino, parlandogli affettuosamente sottovoce, carezzandolo: si tratta di fargli sentire la sua presenza, allontanando le sensazioi angosciose che evidentemente disturbanoil suo sonno e che è probabile siano legate, data l’eà del bambino, all’ansia da separazione. Si tratta di un sentimento opprimente che compare proprio tra gli otto e nove mesi d è alimentato dalla paura di perdere la mamma. Le raccompado la sera di mantenere in casa un’atmosfera il più possibile serena: niente televisione accesa, toni bassi, magari prima di cena un bagnetto rilassante. Sì anche a un piccolo rituale della nanna, come può essere azionare un carillon e accendere la lucina della notte, al momento di coricarsi. Tenga presnete che situazioni simili richiedono un pochino di tempo e che non c’è nulla di particolarmente sorprendente nel fatto che un piccino voglia dormire vicino a sua madre. Fermo resta, che se per la mamma la situazione diventa psicologicamente insostenibile è giusto cercare di risolverla. Cari saluti.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
A fronte di un disturbo del sonno che peggiora sensibilmente la qualità della vita dell'intero nucleo familiare (incluso, naturalmente, il bambino), in prima battuta è necessario escludere la presenza di un problema di natura fisica, come, per esempio, la celiachia. »
Un'infezione intestinale può causare disagio a un lattante, il quale, in effetti, proprio per questo può manifestare nervosismo e facile irritabilità per vari giorni. »
Il bisogno di toccare i capelli della mamma per rilassarsi esprime anche il desiderio di un contatto intimo e stretto da cui trarre rassicurazione. Meglio non sottrarsi alla richiesta, anche quando accontentarla a volte diventa un peso. »
Anche a 15 mesi il bambino deve essere contenuto e guidato con un atteggiamento affettuoso, ma deciso, che non lasci spazio a tentennamenti, a cedimenti, a negoziazioni, quando si tratta di rispettare poche regole, semplici e giuste. »
Gradualmente è opportuno che un ragazzino già gradicello perda l'abitudine di rilassarsi toccando le orecchie della madre: se ha bisogno di questo rito per addormentarsi o allentare la tensione deve imparare a toccare le proprie. »
Le punture di tafano si infettano facilmente, quindi è prudente fare vedere al medico la zona colpita perché potrebbe essere necessario assumere un antibiotico. »
La possibilità di avere due gemelli dizigoti (non identici) è influenzata dalla mamma (familiarità per gemelli dizigoti e alta statura), mentre i gemelli identici sono frutto di una pura casualità. »
È probabile che dopo due aborti si riesca a portare a termine una gravidanza, tuttavia è opportuno effettuare alcune indagini prima di cercare un nuovo concepimento. »
Oltre a somministrare un farmaco contro la malattia da reflusso (che deve necessariamente essere prescritto dal pediatra), per limitare il fenomeno è opportuno seguire alcuni accorgimenti, tra cui cercare di rallentare il tempo della poppata. »