Una lesione polmonare rilevata in un bimbo di 6 anni richiede necessariamnete una valutazione da parte di un Centro di Pneumologia Pediatrica.
Una domanda di: Jessica Bambino di 6 anni: ogni volta che arriva la tosse, la pediatra prescrive il Ventolin 3 puff per 3 volte al giorno. L’ultima volta fatto Ventolin per 6 giorni, ma la tosse non passa, così mi prescrive Veclam antibiotico, dopo 7 giorni la tosse è ancora grossa, così mi manda a fare i raggi, esito: “disomogeneo addensamento basale destro; non lesioni parenchimali a focolaio aventi caratteri di attività a sinistra né significative falde di versamento pleurico bilateralmente”. Così dovremmo continuare antibiotico per altri 3 giorni (totale 10 giorni) in aggiunta del Ventolin, appunto insieme all’antibiotico. Qualcuno mi può dire meglio il risultato dei raggi e se come cura può andare bene. Grazie.
Giorgio Longo
Cara signora, ci sarebbero tante cose da chiederle per poter dare un parere più ponderato. Ma una tosse catarrale “persistente” (da molti anni?) che si giova sempre dell’antibiotico e che presenta una lesione polmonare alla radiografia (“addensamento”) richiede obbligatoriamente una più approfondita valutazione presso un Servizio di Pneumologia Pediatrica, magari solo con un controllo della radiografia a distanza . Detto questo, credo che il Ventolin nel caso del suo bambini non abbia alcun significato. Con cordialità.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
La quantità di radiazione che il corpo assorbe durante una radiografia al torace non desta preoccupazione. A maggior ragione, in ambito pediatrico le apparecchiature sono tarate in modo da ridurre al minimo l'esposizione ai raggi X. »
In genere, la fontanella anteriore (bregmatica) si chiude tra i 6 e i 12 mesi di vita, ma se accade un po' prima o un po' dopo non è un problema. Comunque, oltre alla fontanella vanno valutati morfologia e dimensioni del cranio nonché lo sviluppo neuropsicologico, motorio e neurologico del bambino. »
Le apparecchiature di ultima geenrazione erogano minime quantità di radiazioni, quindi anche un bambino molto piccolo sottoposto a radiografia al torace non corre particolare rischi. »
Non si deve avere fretta di ricorrere a cure farmacologiche ogni volta che le tonsille si arrossano, soprattutto se il bambino ha da poco affrontato una terapia con antibiotico. »
Ci sono alcuni consigli da seguire per aiutare un bambino a rinunciare al pannolino. Tra questi, il più importante è forse quello di favorire la formazione di feci morbide e, quindi, facili da espellere. »
Oltre a somministrare un farmaco contro la malattia da reflusso (che deve necessariamente essere prescritto dal pediatra), per limitare il fenomeno è opportuno seguire alcuni accorgimenti, tra cui cercare di rallentare il tempo della poppata. »
A volte è necessario che trascorra più tempo affinché ogni più piccola anomalia si risolva. Quello che conta è comunque che il feto sia vitale e cresca a un ritmo regolare. »
Non c'è alcun rischio né per la futura mamma né per il feto se la "piaghetta" (ectropion) sanguina, eventualità frequente proprio durante la gravidanza. »