Bimbo con ritardo multisistemico che graffia il papà e tira i capelli alla mamma

Dottoressa Angela Raimo A cura di Angela Raimo - Dottoressa specialista in Psichiatria Pubblicato il 09/09/2022 Aggiornato il 20/03/2026

Certi comportamenti manifestati da un bambino con una diagnosi di ritardo multisistemico rappresentano solo la punta di un iceberg, sotto la quale esiste un problema che va controllato con l'aiuto di specialisti.

Una domanda di: Veronica
Salve, mio figlio ha 5 anni e già da un bel po’ che ha il vizio di tirarmi i capelli appena sveglio e durante la giornate sia per giocare ma anche quando è stanco e arrabbiato. Con il papà invece usa i graffi e stringe a tal punto da fargli male. Come possiamo evitare questi comportamenti? Grazie. (bimbo con ritardo multisistemico)

Angela Raimo
Angela Raimo

Gentile lettrice, al termine del suo quesito indica tra parentesi, quasi fosse un’inezia, un particolare trascurabile, che il bambino ha un”ritardo multisistemico”. Immagino che sia stata fatta una diagnosi precisa, da un neuropsichiatra infantile il quale di certo le avrà anche dato suggerimenti appropriati relativi agli atteggiamenti più corretti da assumere con suo figlio. Non è certo possibile via email, senza sapere nulla di questo bambino né in che modo incide esattamente il suo disturbo nella vita di relazione dare più di tante indicazioni. Lei non riferisce né se frequenta la scuola materna, né come si comporta con i compagni, né l’apprendimento del linguaggio a che punto si trova e neppure se presenta un ritardo anche psicomotorio e, se sì, di che livello. Non specifica se fa sedute di psicomotricità, se voi siete seguiti da un professionista per aiutarlo, se sta intraprendendo un percorso con il logopedista, insomma in che modo si sta agendo per il recupero dei vari ritardi nello sviluppo che evidentemente ci sono altrimenti non avrebbe ragione di sussistere la diagnosi. Mi sembra quindi che il “vizio di tirarle i capelli” o di graffiare il padre sia solo una sorta di punta dell’iceberg, sotto la quale esiste per me che non ho alcuna informazione utile una moltitudine di punti interrogativi. In ogni caso, i comportamenti che si vogliono reprimere perché pericolosi per sé e per gli altri, come graffiare o compiere altri gesti violenti, si affrontano con dolce fermezza. Ci si deve accucciare davanti al bambino, abbracciarlo e dirgli “No, non si fa”, con tono affettuoso ma deciso. Non bisogna stancarsi di ripetere più e più volte questo ammonimento: i bambini, tutti i bambini, hanno bisogno di sentirsi dire e ridire le regole per poterle assimilare e poi rispettare. In generale, la invito a non giudicare cosa di poco conto la diagnosi che è stata fatta, per una ragione molto semplice: il problema si può controllare solo prendendolo sul serio, il che implica sfruttare tutto quello che si può per favorire un buon recupero delle varie funzioni. Con cordialità.

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