C'è un trucco per indurre un bambino a non chiedere più il latte durante la notte: spesso funziona.
Una domanda di: Alessia Mio figlio ha quasi 10 mesi e non vuole saperne di abbandonare le poppate notturne! Ho provato a sostituirle con un po’ di camomilla o finocchietto (solubili dell’ humana) ma niente si innervosisce ancora di più! Dopo la cena a base di pasta ,omogenizzati e passato di verdure; ogni 3 ore puntuale come un orologio mangia 240 grammi di latte! Non ne salta mai neanche una! Ormai siamo distrutti.
Leo Venturelli
Gentile signora,
se durante la giornata il bambino assume alimenti giusti sia sotto il profilo della qualità che della quantità (colazione di latte, un frutto a metà mattina, pappa a pranzo, latte o yogurt con cereali a merenda, poi la cena) lasci il pasto di latte della 23 e invece incominci a diluire il latte notturno dando progressivamente 1/3 di acqua, poi metà acqua e metà latte, poi 2/3 di acqua per togliergli tante calorie in eccesso. Il passo successivo è quello di spostare progressivamente il pasto di latte delle 23 alle ore 01 in modo che poi tiri senza reclamare il latte fino al mattino. Cari saluti.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
Non è normale che in un bambino si verifichi di frequente il blocco improvviso delle dita, quindi il fenomeno richiede senza dubbio di essere indagato. Utile consultare un neurologo pediatra. »
Quando il pediatra curante appura che sono normali sia i dati prenatali (CMV) sia le tappe dello sviluppo evolutivo, non c'è da preoccuparsi per la misura modesta della circonferenza cranica, anche se è giusto tenere la situazione monitorata nel tempo. »
Non di rado, il vero problema è rappresentato non già da quello che il bambino ancora non sa fare ma dalle troppe aspettative che i genitori nutrono nei confronti delle sue capacità. »
Sotto i 12 mesi di età i farmaci contro gli ossiuri non sono consigliati dalle autorità regolatorie (AIFA). In generale, se il bambino non ha sintomi, basta attuare alcune regole relative all'igiene. »
In caso di rientro in Italia dal Regno Unito, non dovrebbero esserci particolari problemi a effettuare al bambino una dose in più di esavalente, per adeguarsi al calendario vaccinale del nostro Paese. »
Non si deve avere fretta di ricorrere a cure farmacologiche ogni volta che le tonsille si arrossano, soprattutto se il bambino ha da poco affrontato una terapia con antibiotico. »
Ci sono alcuni consigli da seguire per aiutare un bambino a rinunciare al pannolino. Tra questi, il più importante è forse quello di favorire la formazione di feci morbide e, quindi, facili da espellere. »
Oltre a somministrare un farmaco contro la malattia da reflusso (che deve necessariamente essere prescritto dal pediatra), per limitare il fenomeno è opportuno seguire alcuni accorgimenti, tra cui cercare di rallentare il tempo della poppata. »
A volte è necessario che trascorra più tempo affinché ogni più piccola anomalia si risolva. Quello che conta è comunque che il feto sia vitale e cresca a un ritmo regolare. »
Non c'è alcun rischio né per la futura mamma né per il feto se la "piaghetta" (ectropion) sanguina, eventualità frequente proprio durante la gravidanza. »