Non ha alcun senso forzare il bambino a mangiare quello che non gradisce, anche perché il rischio è di suscitare in lui un'avversione eterna verso i cibi che si cerca di fargli mangiare controvoglia.
Una domanda di: Caterina Buongiorno! Ho un bimbo di 1 anno che rifiuta di mangiare al nido! Inizialmente rifiutava tutto, adesso accetta solamente quello che gradisce: formaggio, crackers, yogurt, ma nulla delle pietanze che vengono proposte giornalmente! Sto provando di tutto, ma senza nessun risultato: è un bambino molto diffidente, almeno all’inizio, ma al nido è felice, si diverte, abbiamo trovato un’intesa anche nella ninna, l’unico problema è quello del pranzo. Gradito un vostro suggerimento o tattica. Grazie per l’attenzione. Cordiali saluti.
Angela Raimo
Cara signora,
le faccio una semplice domanda a cui le chiedo di rispondere con sincerità: come si sentirebbe lei se la costringessero a viva forza a mangiare qualcosa che non le va? Ecco adesso si metta nei panni del suo bambino e troverà da sola la tattica giusta a cui ricorrere che è quella di lasciarlo in pace, di rispettare i suoi gusti, di non insistere per fargli inghiottire quello che, almeno per ora, non gradisce. Diversamente diventa alto il rischio di suscitare in suo figlio un’avversione eterna verso l’ora dei pasti. Permettetegli quando pranza al nido di mangiare quel che vuole, e poi di sera sarà lei a proporgli un’alimentazione più varia, offrendogli la pasta, i legumi, la carne … I bambini sono spesso vittime inermi di una cultura obsoleta quanto errata che suggerisce di fare pressione affinché inghiottano pietanze che a loro non piacciono per nulla. Mangiare deve essere un piacere anche per suo figlio non una parentesi di coercizione nell’economia di una giornata in cui si diverte, in cui è sereno. Ascolti il mio invito, cara mamma: lasci che questo piccino mangi quel che vuole quando pranza al nido, almeno per ora. Poi, gradualmente, con il passare delle settimane di frequentazione del nido l’emulazione entrerà in gioco e vorrà lui stesso assaggiare quello che compare nel piatto dei suoi amichetti. Si fidi: accadrà esattamente così. Cordialmente.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
Non sorprende che un bambino abbia bisogno di un po' di tempo per adattarsi alla novità rappresentata dalla scuola materna, quindi la cosa migliore da fare è avere pazienza nella certezza che ogni singola regressione dei primi giorni si risolverà in modo spontaneo. »
La strategia perfetta per indurre un bimbo riluttante a mangiare un determinato alimento quando non vuole non esiste. Ci sono invece accorgimenti che possono aiutare. La svolta può comunque essere rappresentata dall'ingresso all'asilo. »
L'imperativo categorico, quando un bambino inizia a mangiare meno del solito, è non insistere. Ci sono poi piccoli trucchi che possono invogliarlo ad assaggiare le nuove pietanze e tra questi è particolarmente efficace proporre piccole porzioni, separando nel piatto i vari alimenti (per esempio, ricotta,... »
Prima di affrontare il tema dell'induzione occorre capire la ragione per la quale viene decisa: il solo peso di 3.500 grammi del bambino non è una giustificazione sufficiente, a meno che non si associno particolare problemi come il diabete gestazionale. Esistono metodi naturali, come fare l'amore, che... »
I segni che l'infezione da herpes zoster (responsabile della varicella) possono essere così marcati da risultare non completamente eliminabili con i mezzi di cui, almeno per ora, si dispone in ambito medico. »
Non sorprende che un bambino abbia bisogno di un po' di tempo per adattarsi alla novità rappresentata dalla scuola materna, quindi la cosa migliore da fare è avere pazienza nella certezza che ogni singola regressione dei primi giorni si risolverà in modo spontaneo. »