Ai genitori non piace vedere i loro bambini arrabbiati o tristi, ma questo non deve suggerire di darla vinta a ogni capriccio.
Una domanda di: Rita Il mio bimbo di 13 mesi quando riceve un “no” come risposta o non gli viene dato quello che lui vuole inizia a strillare e a volte dà piccoli colpi con la testa nei mobili, muro o quello che ha a portata di testa… Come mai ha questi comportamenti e come possiamo correggerli? Grazie.
Luisa Vaselli
Gentile signora, l’atteggiamento di suo figlio è legato a momenti di rabbia, almeno secondo quanto scrive. I bambini piccoli esprimono le loro emozioni con l’agito, ovvero con il linguaggio del corpo, visto che non hanno ancora la capacità di rialaborarle mentalmente per poi comunicarle con il linguaggio verbale. Il loro inconscio suggerisce di ribellarsi ai rifiuti e di ottenere rapidamente quanto desiderano: se questo non accade il disappunto detta le tipiche reazioni di collera che lei descrive e che non sono poi così rare tra i bambini. Urlare, picchiare, piangere sono i soli modi che i nostri piccoli tiranni hanno a disposizione per mostrare lo scontento. Anche battere la testa, purtroppo, può essere una forma di protesta. Si può anche azzardare che rappresenti una valvola di sfogo, un gesto che aiuta il bambino ad allentare lo stress e che per fortuna è davvero improbabile sia causa di un infortunio serio. Solitamente nessun bambino agisce per causarsi ferite, comunque durante questa manifestazione di collera è importante mantenersi fermi sulla regola impartita e controllare senza ansia lo sfogo. Una volta che si placa, prima non ci ascolterebbe, abbracciarlo, calmarlo e tranquillizzarlo per fargli capire che conosciamo le sue emozioni “So che sei arrabbiato, conosco il motivo, ma purtroppo le regole ci sono e vanno rispettate”. In questo modo conteniamo la sua rabbia. Anche se ci costa fatica, perché non vorremmo vedere nostro figlio né triste né arrabbiato bisogna rimanere fermi nel no, perché questo permette al bambino di superare le frustrazioni senza uscirne destabilizzato. Il contenimento fa sentire il bambino amato e protetto, i famosi “paletti” servono a questo, a dare al bambino la preziosa sensazione di avere le spalle coperte. Per contro, assecondare ogni desiderio e ogni capriccio fa sentire il bambino in balia di se stesso e questo non deve accadere. Con il tempo e con il nostro dare voce alle loro emozioni, descrivendo con le parole quello che immaginiamo stiano provando, questi comportamenti sono destinati a sparire. Cari saluti.
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Le crisi di rabbia, le intemperanze, i capricci di un bambino esprimono la sua frustrazione per non riuscire a ottenere quello che vorrebbe. Ma quando il "no" è giusto, come lo è quello di smettere di allattare se, per qualunque ragione, non si vuole/può più farlo, è bene rimanere fermi nel mantenerlo.... »
Le intemperanze di un bambino così come i suoi gesti aggressivi andrebbero gestiti con affettuosa fermezza, anche armandosi di pazienza perché per indurlo ad abbandonarli ci può volere tempo. »
I bambini cercano di picchiare quando non trovano altro modo per esprimere i loro sentimenti di rabbia e frustrazione: è opportuno dunque riflettere sui gesti aggressivo per poi trovare la via giusta per eliminare la ragione per la quale vengono compiuti. »
Occorre essere determinati nell'impedire a una bambina di far del male alla madre: a quattro anni tutti i piccoli (in assenza di particolari disturbi della sfera psichica) sono in grado di capire perfettamente cosa si può fare e cosa no. »
Per agire nel modo migliore con un bambino interessato da un disturbo dello spettro autistico è opportuno confrontarsi e farsi consigliare da un professionista esperto, che possieda informazioni sufficienti per stabilire una strategia fruttuosa. »
Non tutti i bambini gattonano, ce ne sono alcuni che muovono direttamente i primi passi. E se sono concentrati su qualcosa è ovvio che non reagiscano quando vengono chiamati per nome. Nulla di questo preoccupa. »
Può capitare che nel periodo di vacanza ci siano regressioni rispetto al controllo notturno della vescica, ma in genere tutto si risolve con il ritorno alla normale routine quotidiana. »
Il massaggiatore elettrico è controindicato in gravidanza, perché può causare problemi anche importanti. Tuttavia, un uso occasionale per brevissimo tempo non dovrebbe provocare conseguenze. »