Se il bambino cresce bene, è vivace, reattivo, e ha un armonico sviluppo psicomotorio non è il caso di preoccuparsi se ha gusti molto ristretti per quanto riguarda gli alimenti.
Una domanda di: Maria Il mio bimbo di 15 mesi rifiuta quasi tutti i cibi. Fino agli 11 mesi più o meno ho effettuato lo svezzamento classico con pappine e omogeneizzati in più gli davo il mio latte. Non è mai stato un gran mangione. Dopodiché si è stancato delle pappine e ho iniziato a introdurre cibi solidi ma non ha mai gradito pasta/pastina/riso carne a pezzetti pesce quasi nulla insomma. Per un periodo mangiava solo polpette poi si è stancato anche di quello. Al momento gradisce solo pane, prosciutto cotto, bastoncini e croquet di patate. Non assaggia proprio altri cibi li butta appena glieli propongo. È normale o dovrei iniziare ad indagare? Beve 250 ml di latte due volte al giorno. Grazie per la risposta.
Leo Venturelli
Cara signora, molti bambini diventano difficili nella scelta del cibo, tendono a rifiutare e non hanno interesse ad assaggiare cose nuove. La cosa importante è la valutazione della crescita e dello stato di benessere espresso dal bambino attraverso vivacità, reattività agli stimoli, motricità adeguata all’età. Se questi parametri sono assicurati, non è necessario porsi preoccupazione e conviene certo proporre nuovi cibi o nuove modalità di preparazione, ma anche accettare lo stato di fatto senza insistere mai, perché il rischio è di ottenere l’effetto contrario rispetto a quello sperato. Offra al bambino quello che gli piace e gli permetta di allungare le manine su quanto appare sulla vostra tavola e l’attira. Vedrà che gradualmente, non sentendosi pressato, la situazione migliorerà. Cordialmente.
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L'imperativo categorico, quando un bambino inizia a mangiare meno del solito, è non insistere. Ci sono poi piccoli trucchi che possono invogliarlo ad assaggiare le nuove pietanze e tra questi è particolarmente efficace proporre piccole porzioni, separando nel piatto i vari alimenti (per esempio, ricotta,... »
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