Bimbo di 16 mesi molto vivace: che fare?

Dottoressa Angela Raimo A cura di Angela Raimo - Dottoressa specialista in Psichiatria Pubblicato il 16/07/2019 Aggiornato il 21/05/2026

E' normale che a 16 mesi il bambino voglia misurarsi con le sue nuove capacità psicomotorie: quello che gli si deve impedire è di farsi male, ma in generale è meglio non eccedere con i no.

Una domanda di: Verdiana
Mio figlio di 16 mesi è molto irrequieto, salta su divano fa le capriole, fa il bagnetto e lancia l’acqua fuori dalla vasca, e più gli dici no più continua, sfidandoti spesso. Di notte prende ancora il seno e non so più cosa fare per staccarlo. Grazie per i consigli.

Angela Raimo
Angela Raimo

Cara mamma,
quello che lei riferisce del suo bambino rientra con largo margine in quello che c’è da aspettarsi da un piccolo di 16 mesi, in buona salute, intellettualmente vivace, con un armonico sviluppo psicomotorio. In sintesi estrema, mi permetta questo gioco di parole: il suo bambino fa il bambino! Può dunque escludere che suo figlio continui a fare quello che sta facendo, nonostante i suoi richiami, per il gusto della sfida: non è questo ad attrarlo, a 16 mesi di vita non si sa neanche cosa sia una sfida, bensì il desiderio di misurarsi con una nuova capacità di movimento che all’improvviso gli permette di fare cose che lo divertono molto, come appunto saltare e fare capriole. Se il suo timore è che si faccia male, lo distolga dalle acrobazie che compie sul divano abbracciandolo e proponendogli qualcosa di più tranquillo come alternativa, senza però sgridarlo o continuare a dirgli no. I no con un bimbo di 16 mesi andrebbero centellinati al massimo, quindi usati solo in caso di vera emergenza. Diversamente si rischia di inflazionarli al punto da privarli di significato. Per quanto riguarda l’acqua della vasca che lui butta fuori, ne metta meno e ponga a terra un asciugamano grande: ci vuole un po’ di pazienza con un bambino così piccolo che, oltretutto, ha un comportamento più che accettabile in relazione alla sua età. E veniamo alle poppate al seno di notte: è quasi certo che rappresentino per il bambino una coccola, un modo per sentire la mamma più vicina. Se le pesa continuare a offrirgliele, se lo fa malvolentieri (come mi sembra di capire) smetta: può essere più dannoso che benefico allattare di malavoglia, specialmente ora che il seno si configura come uno strumento di consolazione/rassicurazione e non più come un mezzo per nutrirsi. Continui però a fargli sentire la sua presenza in caso di risvegli notturni: basterà chinarsi su di lui, parlargli dolcemente, accarezzarlo. Per togliergli il latte sarà però necessario che lei si fasci il seno: è così che suo figlio potrà capire che non è più possibile mangiare di notte. Naturalmente tutto deve avvenire gradualmente, con la massima disponibilità e tolleranza, tenendo sempre presente che si ha di fronte un bimbo molto piccolo. Con cordialità.

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