I bimbi di un anno e mezzo a volte non rispondono alla chiamata dei genitori per esprimere disappunto, perché sono contrariati.
Una domanda di: Giovanna Vorrei farvi se è possibile alcune domande. Mio figlio 19 mesi, per consiglio della pediatra ha fatto una visita dal neuropsichiatra infantile. Devo fare alcuni esami tra cui otorino, esame tiroide. Il comportamento di mio figlio non sempre, però, è assente. Dice mamma ogni tanto, gioca con me, con il padre, non spesso si gira quando viene chiamato, soprattutto se sta facendo le sue cose. Nelle giostrine non ci va volentieri forse perchè ci è andato pochissime volte per colpa del virus. A marzo inizierà l’asilo nido, a cui l’ho iscritto per farlo sbloccare un po’. Ama visitare posti nuovi, è molto curioso, ed è molto osservatore. Va con chiunque, gli basta uscire. La dottoressa mi ha detto che al momento non può formulare nessuna diagnosi perchè è piccolo. Voi potete darmi un consiglio su come affrontare nei migliori dei modi questa situazione? Da dove devo iniziare? Grazie mille.
Leonardo Zoccante
Gentile signora, le interessanti osservazioni su suo figlio mettono in luce aspetti di comune ricorrenza in bambini di un anno e mezzo. Quanto da lei riferito risulta ancora in gran parte insufficiente per orientarsi verso un preciso quadro diagnostico: il comportamento del suo bambino presenta caratteristiche che comunemente si rilevano in bambini sensibili e inizialmente timorosi nell’esplorazione di nuovi ambienti. Lui si trova in una fascia di età in cui il fatto di non rispondere sempre alla chiamata dei genitori rappresenta una strategia per esprimere, a seconda dei contesti, concordanza oppure disappunto. Qualora questi aspetti si evidenzino in bambini a sviluppo regolare, potrebbe trattarsi solo di disturbo temporaneo della prima infanzia. Qualora, invece, anche in seguito, dovessero essere accertati evidenti difficoltà di condivisione, di partecipazione al gioco, di ricerca e di interesse verso coetanei e adulti, oppure ritardi nello sviluppo della comunicazione e del linguaggio, risulterà di particolare importanza una nuova visita neuropsichiatrica per sottoporre il bambino a una nuova osservazione, da un lato delle modalità di gioco spontaneo/libero apprese e dall’altro lato delle capacità di condivisione e partecipazione al gioco in contesti più strutturati. In base alla mia esperienza clinica, posso consigliarle di tenere sotto monitoraggio questi aspetti comportamentali di suo figlio. Concordo senz’altro con la collega pediatra sulla opportunità di eseguire uno screening di funzione tiroidea, assieme a un esame otorinolaringoiatrica per l’esclusione di un eventuale deficit uditivo infantile. Sarà infine di particolare importanza osservare le dinamiche di suo figlio in concomitanza del suo primo inserimento scolastico, così da notare eventuali nuovi elementi clinici da riportare poi alla Pediatra e dunque al vostro specialista di fiducia Ringraziandola per avermi posto questo quesito, la saluto cordialmente.
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