Bimbo di 19 mesi che cambia spesso umore

Dottoressa Paola Rolando A cura di Dottoressa Paola Rolando Pubblicato il 04/06/2024 Aggiornato il 17/06/2024

Non è raro che verso i due anni il bambino inizi ad avere momenti di nervosismo, manifesti rabbia o ribellione, sia capriccioso: accogliere le sue emozioni negative, facendolo sentire compreso e protetto è il modo migliore per contenere le crisi e fargli recuperare in fretta serenità e allegria.

Una domanda di: Chiara
Il mio bambino ha 19 mesi ed è sempre stato un bimbo solare, allegro socievole con tutti da sempre. Sono però circa un paio di mesi che il suo comportamento è cambiato. A giorni è tranquillo sereno, educato, gioca e sorride. Altri invece piange, si rifiuta di fare tutto, diventa nervoso e a volte manesco. Ho notato che questo atteggiamento a volte cambia quando è troppo euforico, oppure se trascorre una giornata con gli zii o in giro il giorno seguente è molto irritato. Sbagliamo noi qualcosa? La ringrazio.
Paola Rolando
Paola Rolando

Cara mamma, premesso che i capricci a questa età sono normali, può capitare che i bambini piccoli spesso alternino momenti di irrequietezza ad altri di allegria e serenità. Sarebbe bene capire quando si manifestano tali momenti e individuarne le possibili cause. Avrei bisogno di sapere qualcosa di più dell’ambiente in cui vive il piccolo ma in assenza di maggiori informazioni, posso azzardare delle ipotesi e pensare a dei fattori scatenanti che possono influire sulla personalità del bimbo come: un’eccessiva esposizione a tv, tablet, giochi elettronici che potrebbero scatenare un eccesso di euforia. (Il tempo di esposizione davanti a qualsiasi schermo andrebbe limitato a non più di un’ora al giorno). Qualcosa che disturbi il bambino all’asilo nido, se lo frequenta. Un’alimentazione scorretta troppo concentrata su alcuni cibi che potrebbero causare stati di irritabilità e nervosismo. Problematiche legate al sonno. A volte troppo rumore in casa può rendere difficile al bambino rilassarsi o può avere paura durante la notte e non riposare bene. (Un modo per prepararlo al sonno notturno è la lettura di favole la sera, dalla voce di mamma e papà che conferiscono serenità e sicurezza). Detto questo, vorrei suggerire di ascoltare le sue emozioni negative aiutandolo ad esprimere ciò che prova e mantenendo la calma di fronte ad episodi di pianti, capricci, rabbia. Ascoltare le sue emozioni, aiutarlo ad accettarle e riconoscerle è il primo passo per insegnare al bambino a fronteggiarle. In questi particolari momenti, i genitori possono ricorrere agli abbracci e porsi in empatia con il piccolo prestando attenzione anche al linguaggio non verbale che può far capire molte cose. L’ascolto, l’empatia, l’autorevolezza, la coerenza educativa tra genitori (entrambi devono impartire le stesse regole per non creare confusione nel piccolo) contribuiscono al benessere emotivo del bambino e lo fanno sentire guidato e sicuro. Vorrei anche far presente che tutti i bambini sviluppano, sin dalla nascita, un attaccamento nei confronti delle figure di riferimento, genitori in primis e verso gli otto mesi di età compare quella che viene definita ansia da separazione spesso accompagnata da pianti che terminano solo con il ricongiungimento alla figura di attaccamento. L’ansia da separazione tende a crescere verso i 13/18 mesi, per poi ridursi progressivamente intorno ai 3/5 anni. Non avendo ancora concezione di spazio e tempo, i bambini pensano che se i genitori vanno via non torneranno più. È un periodo importante nello sviluppo evolutivo ed è un vissuto normale che si risolve non appena i bambini sviluppano il senso di permanenza e si rendono conto che i loro genitori, dopo un’assenza, ritorneranno. L’ansia da separazione spesso può essere aggravata dalla preoccupazione dei genitori che possono trasmettere al bambino le loro stesse ansie. Durante la crescita, si attiveranno sempre dinamiche di separazione – dall’ imparare a mangiare da soli, a dormire nel proprio lettino o con l’inserimento nella scuola che sia il nido, la scuola materna o primaria. Sono momenti molto delicati, in cui le mamme e i papà devono imparare a contenere ed elaborare i propri vissuti emozionali, a non sentirsi in colpa, a gestire le proprie ansie e preoccupazioni. I bambini sono delle vere e proprie spugne emotive, assorbono le emozioni dei grandi e reagiscono come specchi per cui se i genitori saranno sereni lo saranno anche i bambini al contrario potranno sviluppare agitazione e nervosismo. È quindi importante evitare quei comportamenti che possono bloccare il figlio nel naturale processo di esplorazione autonoma del mondo, prepararlo sempre alle novità e rassicurarlo anche quando si tratta di una semplice e tranquilla uscita con gli zii. Sono certa che saprete superare questo momento nel migliore dei modi e mettere in atto una buona prassi educativa che, scrive John Gottman “comincia dal cuore dei genitori e poi continua, momento per momento, nello stare vicini ai figli, quando la tensione emotiva cresce, quando essi sono tristi, arrabbiati o spaventati. L’essenza dell’essere genitori consiste nell’esserci in un modo particolare quando esserci conta davvero”. Resto a sua disposizione, saluti.

Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.

Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

Piccolissima che non gradisce il cambio del latte

17/06/2024 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Migliori

Il sapore e la consistenza di un nuovo tipo di latte possono non essere accettati subito di buon grado dal neonato ed è per questo che è consigliabile che il cambiamento avvenga con gradualità, iniziando con una sola poppata.   »

Si può ridatare la gravidanza una seconda volta?

14/06/2024 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

La ridatazione ecografica può essere eseguita una volta sola nel primo trimestre (quando c'è più di una settimana di differenza tra il calendario ostetrico e le dimensioni effettive del feto), dopodiché se il bambino risulta più piccolo dell'atteso non si può più attribuire il dato a un concepimento...  »

Distacco: si deve stare a riposo assoluto?

11/06/2024 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Stare a letto non solo non serve a cambiare in meglio il destino di una gravidanza ma può addirittura rivelarsi dannoso in quanto favorisce la formazione di trombi e peggiora notevolmente il tono dell'umore.   »

Fai la tua domanda agli specialisti