Bimbo di 20 mesi che non parla ma capisce e indica tutto: quando preoccuparsi?

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 29/04/2013 Aggiornato il 30/06/2026

Risponde: Dottoressa Alessandra Varotto

Una domanda di: silari
Buongiorno dottoressa, sono la mamma di un bimbo di 20 mesi che, da quando ne aveva 13, va al nido e non dice ancora una parola, neanche i classici mamma e papà! Quando gioca o siamo fuori casa, dice un mmmm, pappappa, cacaca, te te te… È un bambino attivo, interagisce con le altre persone, capisce tutto ciò che gli viene detto di fare. Se gli faccio vedere come si fa qualcosa (per esempio, come appendere la salvietta sull'apposito gancio) il giorno dopo vuol farlo lui. Indicando ogni cosa, si fa capire. Mangia da solo, si gira se lo chiamo e, nel complesso, mi sembra capisca tante cose! Non so però cosa pensare di questo ritardo. A questa età non dovrebbe dire già qualche parolina? Che cosa mi consiglia di fare?

Dottoressa Alessandra Varotto
Dottoressa Alessandra Varotto

Gentile signora, probabilmente il suo bambino è rallentato sul versante espressivo. Ciò non significa che abbia un ritardo generale del linguaggio, bensì che l'azione aiuta ancora molto la parola ma non va a sostituirla. Suo figlio si mostra attivo, interagisce con le altre persone e capisce tutto ciò che gli viene detto di fare, per cui non mi sento che rassicurarla del fatto che è un bambino con competenze sociali evolute. Un'unica raccomandazione: il bambino che comincia a parlare deve poter imitare, soprattutto a due anni, anche parole brevi, chiare, usate comunemente dagli adulti. L'errore comune che una mamma potrebbe commettere riguarda l'uso di vezzeggiativi, diminutivi o parole tipiche del baby talk. Il problema potrebbe essere anche di segno opposto, quando la mamma, per stimolare il bambino a un precoce apprendimento, si rivolge a lui soltanto con un linguaggio adulto, sofisticato, trascurando quella componente di calore effettivo e di spontaneità che stimola il bambino a riprodurre ciò che il genitore dice. Detto questo, mi sento di rasserenarla da ogni paura e, semmai, invitarla a una riflessione sul dialogo con il suo piccolo. Dialogo che dovrebbe rivelarsi come un giusto punto d'incontro tra espressione emotiva e competenza grammaticale. Mi tenga aggiornata su come andranno le cose. Con i migliori saluti.

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