Una domanda di: Silvia
Buongiorno, vorrei spiegare in modo chiaro alcune osservazioni che mi stanno preoccupando riguardo mio figlio di 4 mesi. Quando è sdraiato riesce a mantenere tranquillamente lo sguardo, segue molto bene gli oggetti, osserva le persone e afferra normalmente ciò che ha davanti. Quando invece viene tenuto in braccio da qualcuno, tende quasi sempre a non guardare la persona che lo tiene, a meno che non venga fortemente stimolato. Piuttosto guarda le altre persone intorno o ciò che accade nell’ambiente. Ho anche notato che, se qualcuno si avvicina molto al suo volto, spesso alza gli occhi verso l’alto o distoglie lo sguardo, come se non riuscisse a mantenere il contatto visivo ravvicinato. Durante l’allattamento inizialmente ero preoccupata perché non mi guardava mai. Dai 3 mesi è migliorato: ogni tanto mi guarda e qualche volta mi ha anche sorriso, ma succede raramente in modo spontaneo. Se mentre lo allatto lo chiamo, spesso alza gli occhi verso di me, mi guarda e molte volte si stacca dal seno per fissarmi. Se invece sente una voce vicina mentre mangia, spesso si stacca e gira la testa verso chi sta parlando.
Nonostante questo, continua comunque a guardarmi spontaneamente molto poco durante l’allattamento. Un’altra mia preoccupazione riguarda il sorriso. Ha iniziato a sorridere intorno alle 6 settimane, ma ancora oggi sorride poco durante la giornata. I sorrisi ci sono, ma non sono molto frequenti né particolarmente espansivi. Con me ride di più perché conosco meglio come stimolarlo, ma anche in questo caso non è particolarmente vivace o solare. Con gli estranei spesso non sorride, anche se provano a coinvolgerlo. Ho inoltre notato che, quando ride più intensamente, tende spesso a distogliere lo sguardo, guardare verso l’alto oppure lateralmente. In generale mi sembra un bambino piuttosto tranquillo, ma a volte appare poco reattivo emotivamente: osserva le persone ma senza particolari sorrisi o reazioni. Per il resto la notte dorme tranquillamente, durante la giornata piange solo quando ha fame, sonno o vuole stare in braccio ma non ha di quei pianti inconsolabili. Ah ultima cosa che mi turba; ho notato che non cerca di imitarmi ma mi sorride quando faccio qualcosa per farmi imitarmi. Vocalizza sì ma non direttamente a me ma ho notato che una volta chiamava tanto una ragazza estranea in uno studio dentistico. Non so realmente cosa pensare sono molto preoccupata che possa peggiorare o avere uno spettro autistico. Vorrei capire se tutto questo può rientrare nello sviluppo normale oppure se sarebbe opportuno fare ulteriori valutazioni.

Angela Raimo
Cara signora,
mi permetta di dirle che quello che preoccupa non sono i normalissimi comportamenti del suo bambino che descrive, ma la sua preoccupazione fondata realmente sul nulla. Mi dà da pensare anche il fatto che lei scriva testualmente “una volta chiamava tanto una ragazza estranea in uno studio dentistico”. Una volta? Ma stiamo parlando di un bambino di 4 mesi! non credo possa avere un passato e non capisco cosa significhi “chiamava tanto” ... Per il resto, è chiaro che il suo bambino mentre viene allattato sia concentrato sulla poppata (ma cosa dovrebbe fare di diverso?) e che se entra qualcuno si stacchi dal seno e si distragga per guardarlo. Questo fanno i bambini di quattro mesi. Lei si lamenta anche del fatto che non pianga in maniera inconsolabile…a me sinceramente questa sembra una fortuna più che un segnale d’allarme. Per quanto riguarda il ridere e il sorridere, lei afferma che sa come stimolare queste risposte: mi viene il dubbio che per avere la conferma che tutto va bene lei solleciti un po’ troppo questo bambino, mentre a quattro mesi i lattanti hanno bisogno di essere lasciati tranquilli: cure e attenzioni sì, ma meglio evitare gli eccessi per verificare le reazioni. Infine, da un’analisi attenta delle sue parole mi viene spontaneo ritenere che lei valuti questo bambino come se fosse molto più grande della sua età. Direi che ridimensionando le aspettative in relazione a quello che può fare un bebè di quattro mesi molti dei suoi timori potrebbero essere dissipati. Per esempio, in cosa precisamente dovrebbe imitarla? A fare cosa? Mi chiedo infine che cosa le abbia detto il pediatra durante l’ultimo controllo. Sì perché è il pediatra la figura giusta per eventualmente stabilire se è opportuno o no richiedere un parere allo specialista in neuropsichiatria infantile. A me, in tutta onestà, non sembra proprio questo il caso, tuttavia le consiglio comunque di domandare al suo pediatra di fiducia cosa ne pensa perché da remoto, senza poter visitare il bambino credo opportuno che sia un collega ad avere l'ultima parola. Cari saluti.
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