L'addio al pannolino non è mai una tappa semplice lungo il cammino della crescita. Per favorirlo ci vogliono pazienza, sensibilità, e un atteggiamento sereno e tranquillizzante.
Una domanda di: Antonella Sono nonna di un bimbo di due anni, le scrivo perché è un periodo che manifesta di fare la pipì, ha il pannolino, ma si lamenta che non la vuole fare nel pannolino, ma nel vasino, gli propongo il vasino ma si rifiuta, poi quando si decide a farla nel pannolino, si rilassa, sino all'altra esigenza di minzione, ed in una mattina può accadere diverse volte, non va al nido, e non gli abbiamo imposto né il vasino e né il water, e sta diventando per lui uno stress emotivo.
Grazie per la risposta.
Leo Venturelli
Cara nonna,
da quello che scrive, la mia prima impressione è che non si tratti necessariamente di un problema urinario, ma piuttosto di una fase di maturazione legata al controllo degli sfinteri. A circa 2 anni molti bambini iniziano a percepire con maggiore consapevolezza lo stimolo della pipì. Possono accorgersi che la vescica si riempie e provare una sensazione nuova che li mette un po' in difficoltà: da una parte non vogliono più fare la pipì nel pannolino, dall'altra non si sentono ancora pronti a usare con serenità vasino o riduttore. Ne può derivare un comportamento oscillante: chiedono il vasino, poi lo rifiutano, si agitano, trattengono per qualche minuto e infine si rilassano quando urinano, esattamente come fa il suo nipotino.
In pratica suggerirei di non fare alcuna pressione affinché il bambino si controlli; di lasciare il vasino disponibile e visibile, ma senza invitare continuamente il bambino a usarlo; di accogliere con tranquillità le sue proteste senza mostrare ansia ma facendogli capire che comprendete il suo stato d'animo e la sua riluttanza; di non togliere il pannolino finché non sarà lui a mostrare interesse stabile; di rinforzare ogni piccolo tentativo senza premi o insistenze ma accettandolo come un azione ovvia. Tenga presente che per un bambino di due anni l'addio definitivo al pannolino non è semplice. Vale invece la pena di parlarne con il pediatra se la situazione non si sblocca entro l'estate, stagione che di norma facilita questa delicata tappa verso l'autonomia. Mi tenga aggiornato, se lo desidera. Con cordialità.
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