Se il bambino rifiuta alcuni cibi solidi a pezzetti, occorre armarsi di grande pazienza iniziando a mescolarli alle preparazioni, come la pastasciutta, che accetta di buon grado anche se non sono frullati.
Una domanda di: Rita Mio figlio ha due anni e non vuole proprio saperne di carne a
pezzettino o di prosciutto: vuole solo roba frullata, se mette qualcosa in
bocca di pù grande non mangia più. Io gli do ancora gli omogenizzati e frullo
tutto e così mangia però gli piacciono l’olio, le patatine al forno, mangiare
i maccheroni con la salsa con me a tavola, spaghetti spezzati con sugo, pizza.
Mangia frutta a pezzettini, molto banana: questi li mangia invece verdure
carne e pesce a pezzettini no. Cosa mi consigliate.
Leo Venturelli
Gentile signora,
premetto che quello che riferisce non rappresenta un problema di rilievo: il suo bambino mangia di tutto (anche se qualcosa lo vuole frullato) quindi non credo che sia sottopeso né tanto meno che abbia carenze nutrizionali. Porvi comunque a inserire tra i bocconi di pasta e spaghetti a pezzetti anche pezzetti di carne o prosciutto, in modo che si confondano con quello che a lui piace. Elimini gradualmente il cibo frullato affinché sia, per così dire, costretto a mangiare masticando, anche se evidentemente trova più comodo inghiottire le carni frullate. Abbia comunque pazienza: il bambino farà i suoi progressi anche rispetto a questo. Cari saluti.,
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
Quando i litigi tra due fratelli molto piccoli diventano ingestibili, serve intervenire in maniera decisa per porvi fine drasticamente. Guai, invece, a trasformarsi in spettatori impotenti. »
Nella maggior parte dei casi, una intensa sudorazione durante il sonno è benigna perché dovuta a fattori costituzionali di origine ereditaria, ma se il fenomeno è così importante da obbligare a cambiare il pigiamino più volte per notte può essere opportuno approfondire con specifici esami. »
Chi lavora in una scuola materna dovrebbe anche essere in grado di gestire certe intemperanze o almeno di provare a farlo prima di arrivare a chiedere di non portarci più un bambino. »
Ci sono situazioni complicatissime da gestire in cui il comportamento materno (che pure ha tantissime giustificazioni e si può comprendere) può indurre il bambino a preferire la vita che gli offre il padre grazie ad atteggiamenti più permissivi. »
Non si deve avere fretta di ricorrere a cure farmacologiche ogni volta che le tonsille si arrossano, soprattutto se il bambino ha da poco affrontato una terapia con antibiotico. »
Ci sono alcuni consigli da seguire per aiutare un bambino a rinunciare al pannolino. Tra questi, il più importante è forse quello di favorire la formazione di feci morbide e, quindi, facili da espellere. »
Oltre a somministrare un farmaco contro la malattia da reflusso (che deve necessariamente essere prescritto dal pediatra), per limitare il fenomeno è opportuno seguire alcuni accorgimenti, tra cui cercare di rallentare il tempo della poppata. »
A volte è necessario che trascorra più tempo affinché ogni più piccola anomalia si risolva. Quello che conta è comunque che il feto sia vitale e cresca a un ritmo regolare. »
Non c'è alcun rischio né per la futura mamma né per il feto se la "piaghetta" (ectropion) sanguina, eventualità frequente proprio durante la gravidanza. »