Bimbo di due anni con importanti problemi di sonno

Dottor Leo Venturelli A cura di Leo Venturelli - Dottore specialista in Pediatria Pubblicato il 06/02/2019 Aggiornato il 31/03/2026

Un bimbo che dorme poco e male, fatica ad addormentarsi di sera, si sveglia spesso nel cuore della notte va sottoposto all'attenzione del pediatra: prima di tutto va escluso che il disturbo del sonno sia legato a un problema fisico. Una volta eliminata questa ipotesi non resta che applicare le regole della "buona nanna".

Una domanda di: Francesca
Gentilissimo dottore,
le scrivo per avere un consiglio riguardo mio figlio di due anni e 3 mesi.
Ha sempre avuto problemi a dormire, fin da quando è nato; difficoltà ad addormentarsi e ritmi poco regolari, con una costante: sonno profondo e rilassato nelle ore della mattina, dalle 7 alle 11, ora abituale di sveglia.
Il pediatra ha sempre attribuito ciò al fatto che prendesse il mio latte. Con tanta fatica un mese e mezzo fa sono riuscita a smettere di allattare, ma i problemi del sonno sono peggiorati:il bambino arriva alla sera stanchissimo, perchè il pomeriggio non riesce quasi mai ad addormentarsi, alle 10 crolla dal sonno , lo porto a letto, combatte con il sonno per mezzora e poi si alza. No c’è modo di farlo dormire, e lui stesso è nervoso e agitato perchè avrebbe sonno. A mezzanotte lo porto a forza a letto, inizia a piangere e si piantona in salotto ai cartoni. Alcune sere cedo e li guardiamo insieme mezzora, ma comunque fino alle due piange e non dorme.
se li nego la televisione il risultato non cambia:fino alle due piange e non dorme.

Leo Venturelli
Leo Venturelli

Cara mamma,
mi dispiace molto per l’esperienza che sta vivendo: so quanto possa essere faticoso dover affrontare una situazione del genere, ma mi sento anche di dirle che passerà. Prima di darle alcuni consigli generali che possono servire a migliorare il sonno del bambino, mi sento di dirle di parlare comunque con il pediatra perché prima di tutto bisogna escludere che vi sia un disturbo fisico a interferire sul sonno di questo bambino. Una volta escluso questo, attraverso una visita pediatrica completa, si può provare ad applicare queste regole: Cibi e bevande che contengono caffeina e teofillina (per esempio, coca-cola, cioccolata, tè)
devono essere evitate almeno nelle due-tre ore prima dell’orario di addormentamento. Ricordare che alcuni farmaci contengono alcool e caffeina e possono disturbare il sonno.
Alcuni giochi, specie quelli di movimento, possono essere eccitanti e interferire con l’addormentamento: vanno evitati da una a due ore prima dell’orario abituale di addormentamento. Ci sono musiche, comprese quelle emesse dai carillon (specialmente se con piccole figure di animali che girano) che possono causare sovraeccitazioni visive o uditive che interferiscono con l’addormentamento. Meglio tornare alle vecchie
canzoncine o ninna-nanne. Da ricordare, comunque, che la voce della madre è sempre meglio di una musica meccanica. Il bagno può risultare eccitante per alcuni bambini: dovrebbe essere spostato in un altro orario della giornata se facendolo di sera il piccolo presenta poi difficoltà dell’addormentamento. Se il bambino nel lettino piange, gli si deve andare vicino senza colmarlo di attenzioni. Basta rassicurarlo con un piccolo massaggio. Se occorre gli va cambiato il pannolino ma possibilmente lasciandolo nel letto. Di sera, non accendere le luci forti, e mantenere il tono della voce al minimo senza fare confusione. In sintesi, ecco cosa fare:
Mettere il bambino nel lettino ancora sveglio
Dargli un oggetto affettivo (per esempio, orsacchiotto) per addormentarsi
Seguire degli orari regolari durante il giorno
Cercare di instaurare un rituale per l’addormentamento
Separare bene le attività che fa di giorno da quelle che fa la
sera o la notte
Insegnare che la notte è fatta per dormire e il giorno per compiere le attività come mangiare e giocare, evitando di giocare di notte quando si sveglia o di cantare o di accendere la televisione
Scegliere insieme le cose da fare prima di andare a dormire
(per esempio, quale pigiamino, quale giocattolo, quale canzoncina, quale libretto da sfogliare)
Ricordare al bambino con un certo anticipo quando arriva l’ora di andare a dormire. L’ambiente dove dorme il bambino deve essere tranquillo, il
più silenzioso possibile e poco illuminato. Crescendo, il bambino imparerà progressivamente ad addormentarsi da solo senza l’intervento dei genitori.
Altri suggerimenti utili: La temperatura della stanza deve essere mantenuta a un livello confortevole (intorno a 20°). Temperature troppo elevate disturbano il sonno. Il bambino non deve essere mai troppo coperto. Il letto non deve essere troppo grande: il bambino deve poter cercare un bordo per appoggiarsi. Non usare i teli paracolpi: non permettono al bambino di esplorare e controllare l’ambiente quando è sdraiato. L’orario di addormentamento serale e di risveglio al mattino dovrebbero essere mantenuti costanti, sempre alla stessa ora. Non mandare il bambino a letto affamato. Non farlo bere troppo prima e durante la notte. I sonnellini diurni troppo frequenti e troppo lunghi, specie nelle ore serali, dovrebbero essere evitati. Aiutare il bambino ad associare il letto con il sonno; evitare se possibile di farlo addormentare in braccio o in altri luoghi per poi metterlo nel lettino, perché in caso di risveglio improvviso, trovandosi in posto che non riconosce subito, può spaventarsi e reclamare la presenza dei genitori per riaddormentarsi. Non usare il biberon per farlo addormentare. Spero di averla aiutata, con cordialità.

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