Fino a quando il bambino non impara a parlare, per comunicare disappunto o esprimere altri sentimenti negativi non può che ricorrere a gesti anche di rabbia verso se stesso. Ma la strategia per evitare che si faccia male c'è.
Una domanda di: Teresa Sono la mamma di un bambino di nove mesi e mezzo molto molto motorio, che da tre giorni ha iniziato a schiaffeggiarsi le guance: lo hanno notato anche le maestre del nido, lo fa quando è sul seggiolone anche al nido, lo fa tra un boccone e l'altro, mi hanno detto; ho scritto al pediatra e mi ha risposto di vedere nei prossimi mesi come interagisce con i suoi pari. Io da quando è nato ho il terrore dell'autismo, perché mia zia quando aveva un mese mi disse che non si girava al nome e da li è partita la mia paura, infatti sono seguita da uno psicologo, però queste cose la prima bimba, che ormai ha sei anni, non le faceva: cosa può essere?
Angela Raimo
Cara Teresa,
intanto cosa vuol dire esattamente che questo bambino si schiaffeggia? Quanto forte si dà questi schiaffi? Lei non lo specifica. In ogni caso, può essere il modo con cui si ribella a qualcosa (anche al sapore del cibo che gli viene proposto, per esempio) visto che parlare non può ancora e il suo unico modo di comunicare disappunto sono i gesti. Direi quindi di limitarsi a fermargli con dolcezza le manine ogni volta che inizia a schiaffeggiarsi e poi di coccolarlo e distrarlo: la strategia funziona. Le consiglio di non fare paragoni con l'altra figlia, non tutti i bambini fanno le stesse cose, quindi non meraviglia che accada lo stesso con i suoi figli. Per quanto riguarda la zia, posso solo dirle che di sviluppo in età evolutiva ne sa davvero molto poco e che meglio sarebbe stato se avesse evitato di commentare il fatto che suo figlio a un mese di vita non girava la testa quando veniva chiamato per nome. Dica a questa zia, che evidentemente non ha alcuna competenza sull'argomento e quindi ha parlato a sproposito, che il controllo dei movimenti della testa inizia a essere acquisito dai due mesi e mezzo di vita in avanti... Il mio consiglio è di vivere la maternità in modo più lieve, con maggiore serenità, obiettivo che certamente sta perseguendo con l'aiuto del suo psicologo, a cui ha fatto benissimo a rivolgersi. Mi scriva ancora, se lo desidera. Tanti cari saluti.
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