Gli otto mesi di vita sono spesso caratterizzati dall'ansia da separazione: il bambino ha paura di perdere la mamma è la vuole sempre accanto. Non c'è nulla di anomalo in questo.
Una domanda di: Sabrina Sono la mamma di un bambino di quasi 8 mesi, da sempre molto piangente sin dalla nascita, anche pianti inconsolabili. Ormai ho imparato a conoscerlo ed essendo molto sensibile, capita spesso che sia frustrato in periodi in cui sta imparando nuove conquiste motorie. Adesso sta imparando a gattonare ma appunto spesso dopo pochi tentativi piange frustrato. In generale, è un periodo in cui se ci sono io nei dintorni anche se c'è il papà o i nonni, si agita, piange e mi vuole toccare, cerca il seno etc. Se sta con loro senza vedermi sta piuttosto tranquillo. Se sta con me o torno, cerca totalmente il contatto, gioca difficilmente da solo, lo metto sul tappetone e devo restare vicino a lui e comunque dura poco tempo prima di piangere per voler essere preso in braccio o altro. Pur avendo aiuti è frustrante e difficile, soprattutto mi chiedo se rientri in un range di normalità o è indice di un attaccamento non sicuro. Vi ringrazio per l'ascolto.
Angela Raimo
Cara mamma,
tutto quello che descrive rientra pienamente in un quadro di normalità. Un bambino di otto mesi richiede necessariamente attenzioni e la presenza della mamma: inizia l'epoca dell'ansia da separazione caratterizzata proprio dalla paura del distacco dalla figura materna e dal bisogno di averla accanto, di farsi abbracciare, per sentirsi al sicuro, Non può aspettarsi nulla di diverso, tenga sempre presente che suo figlio è davvero ancora molto piccolo. Credo che in questo momento lei sia giù di tono e che quindi tenda a vedere tutto sotto una luce non buona. Fa benissimo dunque a farsi aiutare, si prenda ogni volta che può degli spazi per sé, entro cui recuperare energie soprattutto mentali. Per il bambino invece stia più che tranquilla. Mi scriva ancora, se lo desidera. Un saluto cordiale.
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