Bimbo di sei anni che vuole mangiare tutto frullato: che fare?

Dottoressa Luisa Vaselli A cura di Luisa Vaselli - Dottoressa specialista in Psicologia Pubblicato il 05/01/2024 Aggiornato il 06/03/2026

La strategia migliore a fronte di eventuale richieste bizzarre relative al cibo, probabilmente è quella di adottare un atteggiamento di scanzonata indifferenza. Serve per evitare che l'ora dei pasti diventi un'occasione per tenere mamma e papà sotto scacco.

Una domanda di: Annamaria
Mio figlio ha 6 anni e si rifiuta di mangiare la pasta grande (mangia solo le farfalle con la panna) mangia ancora le pasta piccola e tutto frullato, mangia petto di pollo e polpette … frutta e verdura cruda carote e finocchio mais … poche cose … come devo fare per farlo mangiare come un bimbo della sua età ?? Devo rivolgermi ad un professionista? Ho provato di tutto …non funziona nulla …mi dice che ha paura della pasta grande …non vuole nemmeno assaggiare …ma nemmeno la pastina la mangia volentieri, ha conati di vomito, mangia solo se conta 6 cucchiai poi basta: aiutatemi, per favore! Grazie mille.

Luisa Vaselli
Luisa Vaselli

Cara mamma, lei non mi dice se questo bambino è figlio unico o se ci sono fratelli o sorelle più grandi o piccoli: questo potrebbe fare la differenza per quanto riguarda il suo vissuto e, quindi, suggerire una possibile interpretazione del suo atteggiamento all’ora dei pasti. Detto questo e a prescindere dalla presenza o meno di altri bambini, dalle sue parole sembra che il cibo giochi un ruolo di grande rilievo nel rapporto tra lei e suo figlio. Un’importanza, mi permetto di dire, superiore a quella che dovrebbe avere per evitare che il momento dei pasti si trasformi in una circostanza spiacevole e ansiogena per tutta la famiglia. Ho l’impressione, ma la prego di prenderla per quella che è, una semplice ipotesi che formulo in base più alla mia esperienza che alle scarne informazioni che mi ha fornito, che il suo bambino con il suo atteggiamento nei confronti di primi e pietanze tenga in scacco voi genitori (lei in particolare) e ne assuma il pieno controllo. Lei dice “che ha provato di tutto per far andare le cose diversamente” ma non specifica che cos’è questo “tutto”: gli ha forse ripresentato a merenda quello che ha rifiutato a pranzo? Oppure gli ha fatto saltare un pasto per vedere se “affamarlo” lo avrebbe indotto a più miti consigli durante il pasto successivo? Ma non è che magari suo figlio ha assistito a una scena durante la quale qualcuno a tavola stava per strozzarsi con la pastasciutta? Mi è venuto anche questo dubbio … In ogni caso il mio consiglio è di assumere un atteggiamento più lieve e scanzonato nei confronti di ogni richiesta bizzarra di suo figlio rispetto al cibo. Chiede di mangiare tutto frullato? E lei lo accontenti, senza mugugnare, senza rimproverarlo, sorridendo. La parola d’ordine deve essere “leggerezza”, l’ora dei pasti deve essere allegra, rilassante e nessuno, né i genitori né i bambini dovrebbero approfittarne per ricorrere ai tradizionali ricatti che ormai, si sa, oltre a non funzionare peggiorano le cose. Ricatti del tipo “se non mangi questo non ti do quello” (genitori), “non mangio niente se non mi dai quello che voglio” (bambino). mi creda sono inutili e spesso dannosi. Suo figlio vuole solo la pasta in formato “farfalle”? Va benissimo, tanto la pasta è sempre pasta e il formato non incide sulla componente nutrizionale. Dopodiché, credo potrebbe essere utile invitare a pranzo, a merenda o a cena un amichetto almeno di tanto in tanto. Niente risulta efficace quanto l’emulazione e io credo che suo figlio, mangiando a tavola con un amichetto che inghiotte volentieri, con naturalezza, i cibi a pezzetti non si vorrà esporre all’”onta” di farsi frullare quegli stessi alimenti, come se invece di sei anni avesse sei mesi. Infine, se il bambino chiede sei cucchiaiate di pasta (o di verdure o di altri cibi frullati) provi a metterne nel suo piatto quattro o al massimo cinque: così lo indurrà a misurarsi con i primi rudimenti dell’aritmetica! Ma quello che più conta è che suo figlio, accorgendosi che lei gli ha dato una o due cucchiaiate in meno, probabilmente riuscirà a maturare la consapevolezza che mangiare è un piacere per sé stessi e non un favore che si concede ai genitori. Cordialmente.

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