Ci sono gesti che compie il bambino che è opportuno impedire: per farlo occorrono toni e atteggiamenti di affettuosa determinazione.
Una domanda di: Hanna Salve. Mio figlio di 3 anni sbatte la testa e pizzica le persone che conosce in momento di gioia o anche in momento quando e calmo (non in momenti di rabbia ). La prima testata l’ha data quando ha iniziato a camminare. Adesso in più a tutto ancora non parla (cresce in un ambiente dove si parlano più di due lingue). Grazie.
Luisa Vaselli
Gentile signora, in primo luogo va detto che i bambini bilingue (e a maggior ragione quelli trilingue) spesso presentano ritardi nel linguaggio. Tuttavia a tre anni, se davvero non dice neppure una parola, deve essere valutato da uno specialista: per questo si confronti con il suo pediatra che saprà indirizzarla in modo opportuno. Tenga presente, comunque, che quello che più conta è che dimostri di capire quello che gli si dice, per esempio obbedendo a piccoli ordini (portami la palla, fermati, siediti a tavola, vieni vicino a me) e che in generale abbia raggiunto una buona capacità di interagire con voi, per esempio mostrandosi interessato ai giochi che fate insieme. In generale, la lettura di fiabe adatte all’età e anche l’ascolto di canzoncine per bambini favoriscono lo sviluppo del linguaggio. Per quanto riguarda le testate e i pizzicotti, rappresentano un modo di esprimersi e di comunicare, visto che la padronanza della parola ancora non la possiede. Sono comunque gesti da inibire e per farlo si deve ricorrere a toni e atteggiamenti di affettuosa fermezza. Quando dà testate o pizzica si può abbracciare dicendo: “No, non si fa. Così fai male alle persone o ti fai male”. Non ci si deve stancare di ripetere l’indicazione: educare un bambino significa anche ribadire più e più volte la stessa regola, senza spazientirsi, con serenità. I bambini hanno bisogno di queste ripetizioni delle regole e non per via di una loro inclinazione alla disobbedienza, quanto piuttosto in quanto ne ricavano rassicurazione e certezze. Stiamo parlando dei famosi “paletti” che vanno messi lungo il cammino della crescita e che, contenendo il bambino, lo fanno sentire amato, protetto, accudito. Cari saluti.
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