Una domanda di: Pina
Sono la nonna di un bimbo di 3 anni, il suo arrivo è stato per me il miracolo più grande! Mia figlia lavora, è cresciuto a casa fin da piccolo. Avendo io una casa con un grande giardino fin da piccolo giocava molto fuori. La nonna paterna non lo teneva in quanto piccolo o richiedeva molto impegno nella crescita e lo vedeva raramente. Adesso che il bambino è più grandicello tutti i giorni lo porta a casa sua. Non vuole più me e spesso è aggressivo nei miei confronti e questo mi fa molto male! Non riesco a capire questo comportamento. Se qualcuno mi aiuta, ringrazi infinitamente, perché veramente non riesco a capire questo cambiamento del bambino nei miei confronti. Ho rinunciato a me dopo essere andata in pensione per dedicarmi completamente a lui mentre i genitori erano impegnati, non solo col lavoro a volte avevano bisogno di uscire da soli e il bambino dormiva a casa mia sempre felice . Quello che penso io, ma è solo un mio pensiero, non vorrei che il padre o chiunque altro abbia fatto il lavaggio del cervello al bambino. Se possibile avere una risposta a questo mio problema, ne sarei veramente contenta, grazie infinite ancora.

Serena Mongelli
Gentilissima, eccomi qui per cercare di rispondere a questa difficile domanda.
Cosa vuol dire che non la vuole più? In che modo la rifiuta? È successo o è cambiato qualcosa nella vita di suo nipote? E, ancora, forse la sua sofferenza è così grande per via delle rinunce che ha fatto su sé stessa? Adesso che il bambino è anche dall’altra nonna lei cosa fa, come impiega il suo tempo? Se ora il bambino passa molto tempo con un altro adulto può darsi che stia cercando di adattarsi ai nuovi ritmi, a una nuova routine. Non dimentichi che l’aggressività che talvolta le riserva è un linguaggio emotivo, i bambini così piccoli non sanno esprimente confusione o rabbia con le parole, ma usano il corpo, assumendo atteggiamenti che possono ferire l'adulto verso cui sono rivolti, senza che sia questo un intento preciso. Quello che potrebbe fare è continuare a essere una presenza calma, affettuosa e prevedibile nella vita del bambino, non consideri l’aggressività di suo nipote rivolta a lei personalmente, ma la giudichi per quello che è senza attribuirle un significato eccessivo. Allo stesso tempo, provi a parlare con sua figlia e con suo genero, comunichi le sue difficoltà e chieda pareri sul cambio di comportamento del bambino: a volte può bastare poco per risolvere situazioni che appaiono insormontabili primi di essere affrontate in maniera diretta. Mi scriva ancora, se lo desidera. Un caro saluto!
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