Bimbo di tre anni difficile da gestire

Dottoressa Luisa Vaselli A cura di Dottoressa Luisa Vaselli Pubblicato il 05/05/2020 Aggiornato il 05/05/2020

I bambini "terribili" in realtà stanno sperimentando la soglia di tolleranza dei genitori. Poche semplici regole da far rispettare senza incertezze sono la soluzione giusta per aiutarli ad abbandonare gli atteggiamenti spiacevoli.

Una domanda di: Gabriella
Ho un bambino di 3 anni molto vivace, certe volte difficile da gestire. Quando capita che lo rimproveriamo, perché ad esempio lancia gli oggetti con il rischio anche di farci male, lui risponde a tono dandoci un schiaffo oppure mi tira i capelli o ci graffia intenzionalmente: cosa posso fare per evitare che lui faccia questo?
Un’altra cosa che non riusciamo a non fargli fare è che spunta per terra, su di noi o sul muro e lo fa sempre apposta perché sa che non vogliamo. Datemi un consiglio, vi ringrazio anticipatamente.
Luisa Vaselli
Luisa Vaselli

Gentile mamma,
suo figlio come ogni bambino della sua età sta sperimentando la soglia della vostra tolleranza. Vuole capire fino a che punto si può spingere, dove sono i suoi confini.
Anche se vi sembra che, dati i suoi comportamenti, non voglia regole è il contrario. Con le regole che imponiamo facciamo si che siano più sicuri, perché nelle nostre regole hanno dei punti di riferimento.
Dalla mail non si evince se le vostre regole sono ferree, nel senso che una volta stabilite vengono mantenute.
È proprio questa coerenza educativa che aiuta i nostri cuccioli ad essere più sicuri. Regole e punizioni bisogna (non devono perché non è un dovere ma una necessità ) che siano stabilite in funzione della nostra capacità di sostenerle. Se so che cederò allora la punizione sarà meglio evitarla, in questo modo sono più coerente che dando una punizione che poi non mantengo. Perché nel momento in cui non la mantengo destabilizzo le certezze di mio figlio.
Importante è anche lodarlo quando ha un comportamento positivo.
Alcune volte ci soffermiamo sui lati negativi senza vedere il positivo.
In un incontro sulla genitorialità avuto con mamme di bambini che frequentavano il nido, ho potuto avere un riscontro attivo di questa affermazione.
La mamma di un bambino vivace si lamentava che suo figlio picchiava, toglieva giochi. Ogni volta che il bimbo aveva un comportamento negativo la mamma lo sgridava.
Durante uno di questi incontri il piccolo regalò a un suo compagno un pezzo di biscotto. Questo gesto passò inosservato dalla mamma. Dato che era un comportamento giusto la mamma non intervenne.
In questa situazione l’errore è credere che i bambini sappiano cosa è giusto. Ma se in questa fase in cui sono egocentrici ( il mondo ruota intorno a loro ) noi li mettiamo al centro dell’attenzione solo per i comportamenti negativi sono quegli stessi comportamenti che saranno reiterati; non quelli che non lo mettono al centro dell’attenzione.
Quindi non prendete i suoi comportamenti come atti contro di voi, ma come tentativi di capire i propri limiti. Bisogna dare punizioni che io definisco ecosostenibili (cioè che io genitore riesco a sostenere), mantenute e continue.
Ma è fondamentale anche lodare ogni comportamento positivo. Con cordialità.

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