I "parlatori tardivi", se seguiti nel modo giusto, nella maggior parte dei casi intorno ai tre anni di età raggiungono una padronanza del linguaggio simile a quella dei loro coetanei.
Una domanda di: Marinella Mio figlio ha compiuto a dicembre 3 anni. Ha iniziato a parlare con l’inizio della scuola dell’infanzia (a ottobre), a 28 mesi ha fatto la
visita dalla logopedista che mi disse, che era un “late talker” e che a livello cognitivo era tutto ok.
Vorrei sapere in quanti mesi si recupera il ritardo linguistico? Noto che rispetto alla maggior parte dei suoi coetanei, la pronuncia non è
perfetta e il bagaglio linguistico è piu ridotto!
Grazie.
Cordiali saluti.
Angela Raimo
Gentile signora,
è ovvio che se suo figlio è un “late talker”, cioè un parlatore tardivo, non può avere la stessa padronanza di linguaggio dei bimbi suoi coetanei che non lo sono. Posto questo, bisogna vedere ora che cosa accadrà e come evolverà la situazione. In genere, la maggior parte dei parlatori tardivi riesce comunque a portarsi alla pari degli altri intorno ai tre anni. So troppo poco del suo bambino per poter fare previsioni, per poterle anche sono indicativamente dire cosa accadrà più avanti. Una cosa è certa: i parlatori tardivi devono essere seguiti attentamente da vari specialisti e, in particolare, da un logopedista. Inoltre, anche a casa è importante che vengano stimolati nel modo giusto, come è facile fare attenendosi ai consigli del logopedista che si occupa del bambino e che di norma spiega ai genitori in quale modo debba essere seguito anche in famiglia. Con cordialità.
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