Broncodisplasia in un piccolissimo e modalità di somministrazione dell’ossigeno

A cura di Claudio Migliori - Dottore specialista in Pediatria Pubblicato il 02/07/2024 Aggiornato il 02/07/2024

La via di somministrazione dell'ossigeno ha una importanza relativa, ovvero che si usino nasocannule o un tubicino posto in prossimità delle vie aeree o una mascherina poco cambia ai fini dell’eventuale guarigione.

Una domanda di: Mia
Sono la mamma di un bimbo nato prematuro, 29 + 4, che dopo 8 mesi di TIN siamo stati dimessi in ossigeno terapia h 24 con 2 litri al minuto
(ossigeno liquido). Il neonato dovrebbe portare naso cannule ma per la maggior parte del tempo ha un tubicino vicino al nasino in modo da
consentirgli di essere più libero (perché le cannule se le toglie ). Secondo lei è giusto erogargli in questo modo ossigeno? O rischiamo di farlo
affaticare? La saturazione è sempre sui 90/92 da sveglio e quando dorme 97/98. Inoltre, vorrei sapere se questa condizione (broncodisplasia di grado
severo moderato ) può migliorare con il tempo e con la crescita del bambino. Ci sono particolari accorgimenti o terapie che possono favorire il
miglioramento della sua condizione respiratoria? Noi già facciamo revatio, aldactone e lasix.
Infine, secondo lei dobbiamo farci seguire da uno specialista in pneumologia o sono sufficienti i controlli in TIN?
In allegato la foto del tubicino.

Claudio Migliori
Claudio Migliori

Buongiorno,
essendo la displasia broncopolmonare una delle principali complicanze della prematurità, le terapie e i trattamenti utilizzabili ai fini di aiutare il neonato nel corso del suo sviluppo sono uniformemente conosciuti e seguiti da tutti i centri di Terapia Intensiva Neonatale (TIN), sia italiani che esteri. Non esistono, ad oggi, cure o procedure che possano risolvere il quadro clinico e l’ossigeno, associato o meno a vari farmaci, è l’unico presidio di cui si dispone.
La via di somministrazione ha una importanza relativa, ovvero sia che si usino nasocannule o un tubicino posto in prossimità delle vie aeree o una mascherina poco cambia ai fini dell’eventuale guarigione. L’unico parametro che va seguito è il tasso di saturazione ematica. Non è possibile, purtroppo, stimare una tempistica che definisca il momento in cui si potrà sospendere l’ossigeno e solo il progressivo sviluppo del tessuto polmonare, che andrebbe supportato anche adeguando gli apporti nutrizionali e l’igiene respiratoria (evitando, cioè, qualsiasi tipo di infezione intercorrente) permetterà di definire il momento della “guarigione”.
Ciò che state facendo, in termini di terapia, è lo standard per questo tipo di pazientini e al momento non ritengo necessario il supporto dello pneumologo. Non escludo, invece, che in futuro, ovvero dopo i primi 2-3 anni di vita, una valutazione specialistica pneumologica potrebbe risultare utile ai fini di stabilire le performance respiratorie del bimbo e, conseguentemente, selezionare le attività aerobiche più adatte a lui.
Cordialmente.

Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.

Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto

Le domande della settimana

Tonsille di nuovo arrossate dopo una cura con antibiotico: che fare?

Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

Non si deve avere fretta di ricorrere a cure farmacologiche ogni volta che le tonsille si arrossano, soprattutto se il bambino ha da poco affrontato una terapia con antibiotico.   »

Bimba di 3 anni e mezzo che ha paura di fare la cacca nel vasino o nel water

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Roberta Levi

Ci sono alcuni consigli da seguire per aiutare un bambino a rinunciare al pannolino. Tra questi, il più importante è forse quello di favorire la formazione di feci morbide e, quindi, facili da espellere.   »

Piccolissima con reflusso che non passa nonostante il farmaco

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Stefano Geraci

Oltre a somministrare un farmaco contro la malattia da reflusso (che deve necessariamente essere prescritto dal pediatra), per limitare il fenomeno è opportuno seguire alcuni accorgimenti, tra cui cercare di rallentare il tempo della poppata.   »

Piccola area di mancato accollamento che non si risolve: perché?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

A volte è necessario che trascorra più tempo affinché ogni più piccola anomalia si risolva. Quello che conta è comunque che il feto sia vitale e cresca a un ritmo regolare.   »

Ectropion in gravidanza: c’è da preoccuparsi se sanguina?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Sara De Carolis

Non c'è alcun rischio né per la futura mamma né per il feto se la "piaghetta" (ectropion) sanguina, eventualità frequente proprio durante la gravidanza.   »

Fai la tua domanda agli specialisti