Le vaginiti possono avere un'origine batterica, tuttavia prima di assumere un qualsiasi prodotto medicinale occorre avere la certezza della causa che ne ha determinato la comparsa.
Una domanda di: Angela Salve, ho un bruciore intimo e sto usando gli ovuli vaginali, ma non mi funzionano. In più ho notato che ho delle piccole perdite di sangue: mi può aiutare?
Augusto Enrico Semprini
Cara Angela, le infiammazioni del tratto genitale femminile possono essere da Candida, un fungo che trova un terreno ottimale di crescita nella vagina, queste vaginite rispondono molto bene all’applicazione di prodotti locali come creme o candelette, perché sono infezioni superficiali. Nella maggior parte dei casi però le infezioni hanno origine batterica e il responsabile è il partner sessuale. In questi casi è necessaria una terapia per la coppia con sostanze antibatteriche assunte per bocca ma non ho abbasta indicazioni per poterla guidare e quindi deve chiedere una visita e un consulto con uno specialista in modo da risolvere in modo definitivo questo fastidioso problema. Cordialmente.
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In caso di vaginosi batterica, con una storia clinica di ipercontrattilità uterina precoce unita a sanguinamento, rende opportuna una cura mirata contro la Gardnerella. »
L'utilità delle lavande vaginali è a tutt'oggi controversa, tuttavia uno specialista "da remoto" non può entrare nel merito della prescrizione fatta dal ginecologo curante che, se le ha consigliate, evidentemente ha ben valutato pro e contro. »
In effetti la Candida glabrata è particolarmente difficile da trattare e le infezioni di cui è responsabile tendono a recidivare. Quando se ne viene colpite è più che consigliabile affidarsi a uno specialista esperto in infezioni urogenitali. »
Le cefalosporine, categoria di antibiotici a cui appartiene anche il principio attivo cefuroxima, possono essere assunte, se necessario, sia in gravidanza sia in allattamento. Con particolare attenzione alla posologia. »
Con l'avanzare dell'età materna aumentano le probabilità che una gravidanza sia gemellare e che i gemelli siano dizigoti, ossia si assomiglino come due normali fratelli, a differenza dei gemelli omozigoti che sono identici. »