Bulimia in gravidanza: è rischiosa per il bambino?

Dottor Gaetano Perrini A cura di Dottor Gaetano Perrini Pubblicato il 07/11/2019 Aggiornato il 07/11/2019

Il vomito autoindotto può provocare vari danni che potrebbero anche riflettersi negativamente sulla crescita del bambino. Farsi aiutare per risolvere la situazione dovrebbe essere un imperativo categorico.

Una domanda di: Valentina
Ho 35 anni e sono alla 30esima settimana di gravidanza. Soffro di bulimia e mi provoco il vomito.
Ho il terrore di creare danni seri alla mia bambina.
I primi mesi sono riuscita a stare brava ma ora ha ripreso il via questo brutto male e non riesco a farne a meno.
Che voi sappiate posso arrecare seri danni alla mia creatura?
Attendo vostra risposta, vi prego non chiedtemi di chiamare il numero verde.
Dottor Gaetano Perrini
Dottor Gaetano Perrini

Gentile signora,
le abbuffate seguite dall’autoinduzione del vomito, che caratterizzano appunto la bulimia, possono compromettere seriamente la salute. In primo
luogo possono danneggiare l’esofago, che non è, per così dire, attrezzato per subire il contatto con i succhi gastrici contenuti nel cibo che risale dallo stomaco. Poi naturalmente espone a importanti carenze di nutrienti, vitamine, sali minerali, perché vomitando si impedisce agli alimenti di raggiungere l’intestino dove avviene l’assorbimento dei principi attivi
necessari al sostentamento dell’organismo. A questo si aggiunge che dal punto di vista psicologico, la bulimia è destabilizzante (genera stress,
angoscia, irrequietezza, priva insomma di serenità) e questa condizione emotiva non è certo l’ideale in gravidanza (né in altri momenti, a dire il
vero). In generale, la natura ha fatto le cose così bene da consentire al bambino di attingere dall’organismo materno quello che gli serve per crescere anche quando lo stato di salute della mamma non è ottimale, tuttavia alla lunga è possibile che eventuali significative carenze indotte nel suo organismo dal disturbo possano influenzare in modo negativo lo
sviluppo della sua piccolina. Il mio consiglio è di rivolgersi al più presto a un centro per la diagnosi e la cura dei disturbi del comportamento alimentare, dove potranno di certo aiutarla a risolvere il suo problema, anche in vista del dopo parto, quando comincerà a doversi prendere cura della sua bambina.
Questi centri sono attivi in molti ospedali italiani: al loro interno prestano servizio medici, nutrizionisti, psicologi. Serve, infatti, un team di
operatori specificatamente formati per combattere la bulimia in modo definitivo. Mi tenga aggiornato, se lo desidera. Tanti cari saluti.

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