Bulimia in gravidanza: è rischiosa per il bambino?

Dottor Gaetano Perrini A cura di Gaetano Perrini - Dottore specialista in Ginecologia Pubblicato il 07/11/2019 Aggiornato il 13/05/2026

Il vomito autoindotto può provocare vari danni che potrebbero anche riflettersi negativamente sulla crescita del bambino. Farsi aiutare per risolvere la situazione dovrebbe essere un imperativo categorico.

Una domanda di: Valentina
Ho 35 anni e sono alla 30esima settimana di gravidanza. Soffro di bulimia e mi provoco il vomito.
Ho il terrore di creare danni seri alla mia bambina.
I primi mesi sono riuscita a stare brava ma ora ha ripreso il via questo brutto male e non riesco a farne a meno.
Che voi sappiate posso arrecare seri danni alla mia creatura?
Attendo vostra risposta, vi prego non chiedtemi di chiamare il numero verde.

Dottor Gaetano Perrini
Dottor Gaetano Perrini

Gentile signora,
le abbuffate seguite dall’autoinduzione del vomito, che caratterizzano appunto la bulimia, possono compromettere seriamente la salute. In primo
luogo possono danneggiare l’esofago, che non è, per così dire, attrezzato per subire il contatto con i succhi gastrici contenuti nel cibo che risale dallo stomaco. Poi naturalmente espone a importanti carenze di nutrienti, vitamine, sali minerali, perché vomitando si impedisce agli alimenti di raggiungere l’intestino dove avviene l’assorbimento dei principi attivi
necessari al sostentamento dell’organismo. A questo si aggiunge che dal punto di vista psicologico, la bulimia è destabilizzante (genera stress,
angoscia, irrequietezza, priva insomma di serenità) e questa condizione emotiva non è certo l’ideale in gravidanza (né in altri momenti, a dire il
vero). In generale, la natura ha fatto le cose così bene da consentire al bambino di attingere dall’organismo materno quello che gli serve per crescere anche quando lo stato di salute della mamma non è ottimale, tuttavia alla lunga è possibile che eventuali significative carenze indotte nel suo organismo dal disturbo possano influenzare in modo negativo lo
sviluppo della sua piccolina. Il mio consiglio è di rivolgersi al più presto a un centro per la diagnosi e la cura dei disturbi del comportamento alimentare, dove potranno di certo aiutarla a risolvere il suo problema, anche in vista del dopo parto, quando comincerà a doversi prendere cura della sua bambina.
Questi centri sono attivi in molti ospedali italiani: al loro interno prestano servizio medici, nutrizionisti, psicologi. Serve, infatti, un team di
operatori specificatamente formati per combattere la bulimia in modo definitivo. Mi tenga aggiornato, se lo desidera. Tanti cari saluti.

Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.

Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto

Sullo stesso argomento

Incinta con disfagia grave: come integrare la dieta?

19/03/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Anche se si ha difficoltà a inghiottire cibi solidi (disfagia), si può comunque contare un'alimentazione completa di tutti i nutrienti, optando per frullati e centrifughe.  »

Amenorrea: quando si può mettere l’anello contraccettivo?

22/05/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisabetta Canitano

Se le mestruazioni non ci sono, a prescindere dalla ragione, l'anello contraccettivo si può mettere in qualunque momento del mese, potendo contare sul suo effetto contraccettivo dopo sette giorni.   »

Disturbo del comportamento alimentare risolto: può comunque avere ripercussioni sulla gravidanza?

12/03/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

Se il problema bulimia è stato superato e l'alimentazione seguita è corretta non si deve temere nulla per la gravidanza.   »

Anoressia tra i possibili effetti della sertralina: di cosa si tratta?

27/09/2024 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

L'antidepressivo sertralina può dare come effetto collaterale l'anoressia, intesa come "mancanza di appetito" e non come disturbo del comportamento alimentare (anoressia nervosa).   »

Polidipsia psicogena in gravidanza

02/07/2023 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

Detta anche potomania, la polidipsia psicogena è un disturbo di natura psichiatrica caratterizzato dall'impulso incontrollabile di assumere quantità d'acqua di gran lunga superiori al fabbisogno. La cura fortunatamente c'è e può (deve!) essere affrontata anche nei mesi dell'attesa.   »

Le domande della settimana

Siero al retinolo durante la ricerca della gravidanza: ci sono rischi?

12/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Antonio Clavenna

In genere, la quantità di retinolo assorbita attraverso la cute è estremamente bassa e non in grado di causare rischi per il feto. A maggior ragione, si può stare tranquille se il prodotto è stato usato nelle primissime settimane di gravidanza.   »

Cerchiaggio preventivo: si deve stare sempre a letto?

11/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Nei primi giorni successivi all'intervento di cerchiaggio è possibile che venga raccomandato il riposo, dopodiché si possono riprendere le normali attività quotidiane, evitando comunque ogni eccesso per quanto riguarda l'impegno fisico.   »

Larva inghiottita con la marmellata: ci sono rischi per la gravidanza?

11/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Fabrizio Pregliasco

Le larve che possono essere presenti nella marmellata non sono velenose quindi la loro assunzione accidentale (per quanto possa essere poco piacevole dal punto di vista psicologico) non espone a rischi.   »

Paroxetina in gravidanza: può danneggiare il bambino?

06/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

La paroxetina va senza dubbio assunta in gravidanza, se ve ne è indicazione, visto che aiuta a controllare il disturbo dell'umore da cui è interessata la futura mamma senza causare danni al feto.  »

40 anni e non rimango incinta dopo due mesi di tentativi: devo preoccuparmi?

05/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

In età matura, le probabilità di concepire per ciclo mestruale sono piuttosto basse, quindi non stupisce che dopo appena due mesi di tentativi la gravidanza non sia ancora iniziata. E questo vale anche in caso di riserva ovarica ancora soddisfacente.   »

Fai la tua domanda agli specialisti