Cambiamento (in peggio) del sonno: perché?

Dottor Leo Venturelli A cura di Leo Venturelli - Dottore specialista in Pediatria Pubblicato il 14/12/2020 Aggiornato il 09/04/2026

Se un disturbo del sonno subentra all'improvviso occorre prima di tutto escludere che sia in relazione con un problema fisico, come per esempio il mal d'orecchi.

Una domanda di: Maida
Sono la mamma di un bambino stupendo di 5 mesi fatti da poco. Il mio bimbo non è mai stato un dormiglione durante il giorno, ma la notte, finché
faceva la poppata, si svegliava, mangiava e si riaddormentava. Dopo i 3 mesi ha iniziato a rifiutare la navicella per il sonno quindi, in attesa
dell’arrivo del lettino, ha dormito con me nel lettone. Arrivato il lettino è passato quello, sempre con lo stesso cuscino, dormendo tutta la notte e comunque almeno 6 o 7 ore. Da circa una settimana invece, dopo l’ultima poppata si addormenta, come fa dopo ogni poppata, e appena tocca il lettino si sveglia e inizia a lagnarsi e se lo riprendo in
braccio dorme di nuovo in meno di un minuto. Da circa 10 giorni abbiamo iniziato con qualche cucchiaino di frutta a merenda. A cosa potrebbe essere dovuto
questo cambio repentino del sonno?

Leo Venturelli
Leo Venturelli

Gentile signora,
se il disturbo è arrivato da poco in modo eclatante potrebbe essere utile verificare che non ci sia un problema clinico subentrato di recente, cioè espressione di un’infezione in corso. A volte, infatti, il sonno disturbato può derivare dal mal d’orecchio o da un’infezione delle vie urinarie. Utile quindi una visita pediatrica. Da quel che racconta però sembra che il suo bambino ritorni ad un sonno tranquillo semplicemente stando vicino a lei invece che nel lettino, in questo caso verrebbe da pensare che semplicemente il suo cucciolo preferisce il contatto fisico rispetto alla solitudine del lettino.
Allora a questo punto le possibili soluzioni sono rappresentate o dal mantenerlo vicino in modo che il sonno prosegua tranquillo, o metterlo nel lettino ma mantenere un contatto fisico con lui, con una mano sul suo corpo o vicino al viso, fino a quando si sia addormentato profondamente.
A 5 mesi non è una eccezione avere bambini che vogliono più coccole anche rispetto a qualche mese prima, del resto non si può pensare che con il passare delle settimane non cambino gli atteggiamenti del bambino, ma che restino sempre identici a se stessi nonostante la crescita.
Non credo invece che la frutta introdotta sia la causa del sonno disturbato. Con cordialità.

Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.

Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto

 

Sullo stesso argomento

Bimba di 5 mesi che si sveglia di notte per reclamare il latte: perché?

Gli Specialisti Rispondono di Professor Francesco Peverini

Fino ai 6 mesi è molto probabile che i risvegli notturni si verifichino per fame. Un bambino che subito dopo essere stato allattato si riaddormenta, evidentemente aveva proprio bisogno della poppata.   »

Bimbo di 5 mesi che ha mal di pancia quando mangia la frutta

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

Poiché non vi è alcuna necessità di proporre la frutta prima dei sei mesi di età, se questa è mal tollerata è molto meglio non somministrarla.  »

Lucen: si può mettere nel biberon mescolato al latte?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

Il farmaco esomeprazolo (nome commerciale Lucen), specifico per il reflusso non dovrebbe essere somministrato con il latte.   »

Craniostenosi sì o no?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Migliori

Una circonferenza cranica al 10° percentile circa è da considerarsi nella norma. Se il confronto tra le misure già eseguite con quelle effettuate successivamente non evidenzia un allontanamento dal suddetto percentile, si può escludere la presenza di un problema.   »

Vitamina D: ci sono rischi se non viene data nei primi mesi?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

Posto che l'integrazione di vitamina D è consigliata nei primi 12 mesi di vita, se il bambino è stato esposto alla luce solare potrebbe non essere carente della sostanza. In gni caso, la somministrazione può essere iniziata anche a cinque mesi.   »

Le domande della settimana

Piccolissima con coliche ravvicinate: che fare?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Antonella Di Stefano

Non esiste una cura specifica per le coliche dei piccolissimi, che comunque non sono considerate una vera e propria malattia, infatti non è mai stata dimostra in modo scientificamente convincente l'efficacia dei preparati che di solito vengono utilizzati.   »

In spiaggia libera cosa può mangiare una bimba di 11 mesi?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Chiara Boscaro

I cibi da proporre in spiaggia sono numerosi, quindi sotto questo profilo c'è solo l'imbarazzo della scelta. Una grande attenzione va invece posta all'igiene e alla conservazione degli alimenti.   »

Fratellino di due anni manesco e prepotente con la sorellina di tre anni: che fare?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

Quando i litigi tra due fratelli molto piccoli diventano ingestibili, serve intervenire in maniera decisa per porvi fine drasticamente. Guai, invece, a trasformarsi in spettatori impotenti.  »

Piccola area di mancato accollamento: è bene stare a casa dal lavoro?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

In caso di un mancato accollamento riscontrato con l'ecografia e non associato ad altri sintomi non c'è alcun bisogno di assentarsi da un tranquillo lavoro d'ufficio.  »

Reflusso importante in una bimba di 4 mesi: meglio anticipare lo svezzamento?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Antonella Di Stefano

In effetti lo svezzamento può aiutare a gestire i sintomi del reflusso, ma non a risolverli né a prevenirli. Di fatto, l'introduzione di cibi solidi può sì ridurre i rigurgiti per gravità, ma non eliminare il problema poiché l'immaturità del meccanismo fisiologico che sta alla base del fenomeno rimane...  »

Fai la tua domanda agli specialisti