Candidosi al capezzolo in allattamento

Dottoressa Elisa Valmori A cura di Elisa Valmori - Dottoressa specialista in Ginecologia Pubblicato il 05/10/2018 Aggiornato il 12/10/2018

L'allattamento al seno può proseguire anche mentre si affronta una cura per combattere un'infezione da Candida che interessa il capezzolo.

Una domanda di: Annalisa
Ho un bimbo di due mesi e
mezzo, mi hanno riscontrato una candidosi
ai capezzoli e mi è stato dato il
fluconazolo 150 mg, 1 volta al giorno per 9
giorni, ma non mi hanno fatto sospendere
l’allattamento al seno.
La mia domanda è: fa male al bambino?
Grazie mille a tutti voi.

Elisa Valmori
Elisa Valmori

Cara signora, posso confermarle che l’indicazione a proseguire l’allattamento al seno durante la terapia con Fluconazolo 150 mg/die per 9 giorni è corretta.
I dati della letteratura scientifica in nostro possesso hanno evidenziato che questo farmaco può essere tollerato dai neonati in dosaggi ben maggiori di quelli presenti nel latte materno. Infatti il Fluconazolo è stato usato direttamente nei neonati per trattare delle infezioni disseminate da Candida.
Quindi ci aspettiamo che non possa correre dei rischi il bimbo esposto attraverso il latte materno.
Se posso esprimere un parere, io non lo utilizzerei come prima opzione ma solo in caso di infezioni ricorrenti da Candida, per cercare di debellarlo a livello intestinale (dove è un ospite comune, specie in caso di intestino pigro).
Se fosse stato il primo episodio, avrei consigliato di trattare il capezzolo direttamente, applicando il Daktarin gel dopo la poppata (prima della poppata se il bimbo avesse già sviluppato nel frattempo il mughetto).
Per prevenire le recidive, può essere utile per lei effettuare un trattamento di 3-4 settimane a base di fermenti lattici per bocca (per esempio Dicoflor elle compresse 1 al giorno).
Esistono anche dei rimedi naturali per trattare la candidosi del capezzolo (sto pensando alla tintura al violetto di genziana o all’estratto di semi di pompelmo) ma siccome non sono esperta come le mie colleghe ostetriche, non mi sento di darle indicazioni più precise: a ognuno il suo mestiere!
Spero di averla aiutata, in ogni caso è importante non trascurare la candidosi del capezzolo perché l’infezione può rendere l’allattamento parecchio doloroso e la poppata non deve essere fonte di ansia per la mamma, al contrario!
A disposizione per ulteriori chiarimenti, cordialmente.

Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.

Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto

Le domande della settimana

OKI (ketoprofene): perché non si può prendere in gravidanza?

20/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Tutti i FANS (per esempio ibuprofene, acido acetilsalicilico, ketoprofene, nimesulide) sono sconsigliati in gravidanza, in particolare a partire dal secondo trimestre, perché possono provocare un grave danno al cuore del feto: la chiusura prematura del dotto di Botallo.   »

Sintomi di gravidanza ma poi le mestruazioni sono arrivate: perché?

17/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Nausea, capogiri e altri sintomi che si manifestano nelle prime settimane successive al concepimento possono anche essere anche dovuti a una ragione diversa dalla gravidanza.   »

Bimbo di 4 anni che suda tantissimo di notte: cosa può essere?

17/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

L'eccessiva sudorazione notturna può essere dovuta a una cena troppo ricca di carboidrati, a un ambiente eccessivamente caldo, ma anche solo a una predisposizione individuale influenzata dalla familiarità.   »

Contatto indiretto con carne cruda: sono a rischio Toxoplasmosi?

16/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Fabrizio Pregliasco

In medicina il rischio zero non esiste, ma per fortuna le mamme non immuni alla toxoplasmosi ogni mese ripetono il test.   »

Fai la tua domanda agli specialisti