Capricci e aggressività difficili da gestire

Dottoressa Angela Raimo A cura di Angela Raimo - Dottoressa specialista in Psichiatria Pubblicato il 25/09/2018 Aggiornato il 27/03/2026

I capricci e i gesti di rabbia vanno contenuti con dolce fermezza. Solo così si può aiutare il bambino a sviluppare il meglio delle proprie potenzialità anche sul fronte del temperamento.

Una domanda di: Gabriella
Ho un bimbo di 16 mesi e ho bisogno di un aiuto perché non
riusciamo a gestire i suoi capricci. Cerchiamo di ignorarlo ma rischia di
farsi male sbatte la testa per terra, pesta i piedi e piange a dirotto. Se lo
prendiamo in braccio ci dà schiaffi e morsi. Potete darci un consiglio? Dove
possiamo andare? Noi abitiamo a … omissis … Magari conoscete qualcuno
con cui poter parlare? Spero in una vostra risposta, grazie.

Angela Raimo
Angela Raimo

Cara mamma,
è difficile per me darle una risposta esauriente perché non so nulla delle dinamiche della sua famiglia né mi dice niente riguardo a chi si occupa del bambino. Va al nido il suo piccolo? Sta solo con lei? E’ affidato alla nonna? Questi capricci sono iniziati in un preciso momento, per esempio quando lei ha ripreso a lavorare (ammesso che abbia ripreso) ? In casa com’è l’atmosfera? Il bambino assiste a discussioni? E’ esposto alla visione di immagini poco adatte, per esempio perché guardate il telegiornale durante l’ora dei pasti quando anche lui è a tavola insieme a voi? Non sto cercando a tutti i costi di addossarvi una responsabilità (ci mancherebbe! non è certo questo il mio ruolo), è che solo analizzando i fatti e cercando di capire come il bambino vive abitualmente diventa possibile comprendere se le sue intemperanze, i sui atteggiamenti che tanto vi destabilizzano sono conseguenza di un disagio psicologico o se invece dipendono dal suo temperamento irruente. In questa seconda eventualità possono bastare infatti solo interventi volti a contenerlo, perché è questo il modo per aiutarlo ad acquisire un maggiore controllo dei propri impulsi aggressivi. In ogni caso, quando comincia a fare i capricci provate ad accucciarvi vicino a lui, per essere più o meno alla sua altezza e ad abbracciarlo, dicendo con tono fermo e affettuoso, per esempio: “Sei arrabbiato, vediamo di capire perché” oppure, quando piange forte: “Sei triste, troviamo qualcosa che ti faccia ridere”. In nessun caso gli si deve permettere di mordere o di picchiare, quando lo fa va bloccato con dolce fermezza, dicendogli :”No, questo assolutamente non si fa”. Eventualmente gli si può anche prendere la mano tra le mani e immobilizzarla per un attimo (senza stringere, senza procurargli il minimo fastidio, ovviamente quello che conta è il gesto). Deve imparare che ci sono cose che non si possono fare – picchiare è una di queste – e sta a voi insegnarglielo utilizzando come mezzo i no e una ragionevole, autorevole fermezza che non ammette vacillamenti. C’è sempre da tenere a mente però che stiamo parlando di un bambino di 16 mesi: con lui occorrono molta pazienza, molta attenzione, molta tenerezza. Per finire, mi sento di citare il grande professor Bollea, autore del libro “Le madri non sbagliano mai”: in questo titolo c’è tutto il suo prezioso pensiero. Il messaggio che lui voleva passare alle madri e che io stessa condivido è che ogni mamma può trovare dentro di sé il modo migliore per crescere il suo bambino anche sotto il profilo psico-emotivo, solo che a volte non si fida abbastanza di se stessa come mamma e, quindi, fatica a scoprirlo. Mi scriva ancora, se vuole. Cari saluti.

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